Bulimia, ansia, depressione

Bulimia, ansia, depressione

Bulimia, ansia, depressione

Sono disperata non so più cosa fare. Mi rendo conto di essermi logorata da sola. Sento di essere entrata in una voragine. Non so più come uscirne.
Conosco i disturbi alimentari. Io soffro di bulimia. Sono diversi anni.

Ho seguito una terapia di gruppo presso un centro. ma senza molto successo. Anche se mi ha confortato sentire i racconti delle altre ragazze, e molte di loro stavano peggio di me. Ho alternato periodi in cui stavo bene a momenti di intense ricadute.
Avevo anche smesso l’università. Io, una studentessa modello.

I miei genitori non riuscivano a capire cosa mi stesse succedendo. Ovviamente, io non ho mai raccontato niente. Poi mi sono decisa ad andare da un’altra psicologa, e su suo consiglio sono tornata anche alle sedute di gruppo.  Così ho lavorato su due fronti diciamo. Sono riuscita a confidarmi con i miei genitori.

Ho finito l’università, ed ho trovato lavoro.

E  per un lungo periodo sono stata bene. Ma poi è scattato qualcosa e sono ricaduta nelle crisi bulimiche. Ho paura di perdere il mio ragazzo, la fiducia e l’affetto dei miei genitori.

Mi sono scoperta ansiosa. Soffro di frequenti crisi s’ansia, soprattutto quando sono sola, oppure quando devo fare un lavoro di responsabilità. Ora sono sprofondata nella mia angoscia. C’è qualcuno che sta vivendo lo stesso calvario? Come fate a saltarci fuori? C’è una via d’uscita?

Disperata  ‘88

  • Patrizia

    Certo che c’è una via d’uscita. Il tema da lei trattato è molto delicato. E in queste poche righe è impossibile darle l’aiuto di cui lei necessita.E’ importante avere un sostegno che possa aiutarla a riprendere il controllo sulla sua vita.
    Non si lasci scoraggiare da questo momento. E’ sicuramente un passo importante aver trovato il coraggio di parlarne con i suoi genitori che hanno saputo darle supporto. Non si faccia influenzare dai suoi stati d’animo negativo e ritorni in consulenza con coraggio e fiducia.
    Parlarne aiuta sempre, e farlo con uno specialista è ancora più funzionale.
    Patrizia Marzola psicologa clinica