Categoria: Disturbi Sessuali

Paura del sesso

Vivere il rapporto sessuale con naturalezza

Vivere il rapporto sessuale con naturalezza

Questo articolo lo dedico con molto entusiasmo a tutti i giovani che attraverso le loro domande stanno scoprendo la loro sessualità e stanno vivendo le prime esperienze sessuali.
Nelle loro domande ci sono paure che sono legate condizionamenti e convinzioni che costituiscono dei veri limiti per un vivere un rapporto sessuale nella sua piena completezza e soddisfazione.

Eccone alcune

  • L’efficacia di un uomo come amante dipende dalla dimensione del suo pene: la dimensione del pene non condiziona la soddisfazione dell’atto sessuale, perché per la donna sono le variabili cognitive ed emotive a rendere l’atto sessuale soddisfacente.
  • Eiaculazioni o masturbazioni tropo frequenti possono generare indebolimento dell’orgasmo, della libido o malattie mentali: è un’idea assolutamente infondata non esiste una soglia di frequenza, e non generano nessun tipo di problema fisico o mentale.
  • L’orgasmo vaginale, al contrario di quello clitorideo, costituisce la forma più matura di orgasmo. È del tutto infondata, deriva da una superata concezione freudiana secondo cui lo stadio genitale della sessualità matura nella donna verrebbe raggiunta solo con l’orgasmo vaginale. Ora gli stessi sessuologi non concordano sulla distinzione di queste due forme di orgasmo. Inoltre, dato che il fine del rapporto sessuale è il piacere, non ha alcuna importanza la zona da cui esso viene trattato.
  • Un rapporto sessuale riuscito deve comportare un orgasmo simultaneo nei partner: ciascun partner può avere l’orgasmo al suo momento e con le modalità di stimolazione preferite. Un orgasmo simultaneo può essere ricercato e provato come esperienza nuova e alternativa, ma non inseguito in modo ostinato per raggiungere l’illusione della perfezione.
  • Se a volte, si è attratti da fantasie sessuali con persone, reali o immaginarie, dello stesso sesso si è omosessuali: questa idea ha condizionato in modo negativo molti adolescenti facendo insorgere in loro diversi problemi. Va chiarito che l’omosessualità non è un disturbo esprime il proprio orientamento sessuale.
  • I rapporti sessuali dovrebbero essere evitati nell’ultimo trimestre di gravidanza e nelle sei settimane successive al parto: non è vero, bastano precauzioni per evitare un’eccessiva pressione sull’addome o le infezioni, una donna in buona salute, può godere dei rapporti sessuali fino a due settimane prima del parto, e può riprenderli appena la vagina ha smesso di sanguinare, e ogni ferita eventuale si è rimarginata.
  • L’alcol è uno stimolante sessuale: l'alcol da un punto di vista farmacologico è una sostanza deattivante che, in una prima fase, agisce come disinibitore, e quindi può apparire come rimedio alla timidezza o altre inibizioni che ostacolano il contatto fisico. Tuttavia, successivamente, il suo effetto inibitorio si diffonde su tutto il sistema nervoso, intralciando la prestazione sessuale e, se assunto in grandi quantità, impedendo l’erezione nell'uomo e riducendo la possibilità di orgasmo nella donna.
  • Esiste un periodo assolutamente sicuro per non correre rischi di gravidanza: non tutte le donne hanno un periodo di ovulazione costantemente regolare i calcoli in base a esso sono inattendibili.
  • Il sesso orale fra uomo e donna è indice di tendenze omosessuali: le variazioni erotiche fra partner, purché desiderate da entrambi, aumentano il piacere e l’interesse. I rapporti orali sono considerati parte del repertorio eterosessuale e il fatto che tale tecnica sia diffusa fra gli omosessuali non significa alcuna tendenza omoerotica. Bisogna smettere di dare etichette all'espressività naturale della propria sessualità.

Se avete altre domande potete scrivermi. Sarò lieta di rispondere.

Patrizia Marzola
Psicologa Fidenza

Come contattarmi

Puoi scrivermi a info@patriziamarzola.it  
Oppure, chiamare ai numeri Studio 0524 202361 Mobile 328 1971882
Ci conosciamo e capiamo insieme quale è la soluzione migliore per voi.
Dott.ssa Patrizia Marzola
Psicologa clinica – Pet Therapy
Il mio studio a Fidenza (Pr) in Vicolo Zuccheri, 11

Svolgo consulenza on line con Skype. Clicca qui

Vincere l’eiaculazione precoce

Eiaculazione Precoce

Cos'è l'eiaculazione precoce

 

Si tratta del presentarsi, persistente e ricorrente, di eiaculazione in seguito a stimolazione sessuale anche minima, oppure prima di quanto il soggetto desidererebbe.

Secondo i criteri diagnostici del DSM  l'eiaculazione precoce è definita quando:

A) Persistente o ricorrente eiaculazione a seguito di minima stimolazione sessuale, prima, durante, o poco dopo la penetrazione e prima che il soggetto lo desideri.
Il clinico deve tenere presente dei fattori che influenzano la durata della fase dell'eccitazione, come l'età, la novità del partner sessuale o della situazione, e la frequenza recente di attività sessuale.

B) L'anomalia causa notevole disagio o difficoltà interpersonali.

C) L'eiaculazione precoce non è dovuta esclusivamente agli effetti di una sostanza.

Vediamo le variabili che influenzano l'eiaculazione precoce.

Soddisfazione del partner, inteso come piacere sessuale. Ma questo non è un termine adatto per tale valutazione. Perché intanto bisogna considerare la soddisfazione del rapporto sessuale dal punto di vista di entrambi i partner, quindi una loro valutazione soggettiva. Inoltre se si usa questo parametro per definire l’eiaculazione precoce si corre il rischio di rinforzare una prescrizione culturale in base alla quale la durata del rapporto sessuale sarebbe cruciale per il piacere sessuale.

Controllo volontario. Alcuni ricercatori hanno preferito definire l'eiaculazione precoce in termini di controllo volontario. In tal senso, si afferma che un uomo presenta eiaculazione precoce quando non è capace di ritardare volontariamente l'eiaculazione. Ma anche questa definizione presenta dei problemi perché non è stato definito cosa s'intende per controllo volontario.

Latenza e controllo. Strassberg e coll (1990) affermano che un uomo è eiaculatore precoce se, durante almeno il 50% dei suoi tentativi di rapporto sessuale, egli sente scarso controllo volontario nel momento dell'eiaculazione, ed eiacula entro due minuti o meno dalla penetrazione. Ma anche questa definizione è poco chiara perché bisogna tenere conto di 4 variabili importanti che influenza l'andamento del rapporto sessuale:
lì'età, la novità, la situazione e la frequenza dell'attività sessuale.

Eziopatogenesi
Sono state proposte diverse teorie circa l'eziologia dell'eiaculazione precoce sia di tipo biologico sia psicosociale, allo stato attuale delle ricerche si può che gli uomini con eiaculazione precoce presentano:

  • alti livelli di ansia sessuale
  • maggiore sensibilità del pene
  • un riflesso bulbocavernoso più eccitabile

Vincere l'eiaculazione precoce

Dopo aver fatto tutte le indagini diagnostiche che possano accertare l’esistenza del problema come causa organica allora si può dire che l’eiaculazione precoce trova la sua origine psicologica nell’ansia.

Viene chiamata “ansia da prestazione” perché può essere legata a diverse paure, come ad esempio paura di non soddisfare la partner, di non essere all'altezza, di essere giudicato in qualche modo incapace. Insomma tutti timori legati a giudizi troppo duri che l‘uomo attribuisce a se stesso che, diventano così forti da condizionare il rapporto sessuale.

Il condizionamento è legato al fatto che l’attenzione non è più rivolta alla piacevolezza del rapporto, con tutte le belle sensazione che esso da, ma è tutta volte sulle paura, quindi questa “attenzione mirata” aumenta ancora di più il problema.

Come vincerla?

  • Rilassamento
  • Ridefinire i pensieri disturbanti
  • Approcciarsi al rapporto sessuale in modo diverso

Patrizia Marzola
Psicologa Fidenza

Come contattarmi

Puoi scrivermi a info@patriziamarzola.it  
Oppure, chiamare ai numeri Studio 0524 202361 Mobile 328 1971882
Ci conosciamo e capiamo insieme quale è la soluzione migliore per voi.
Dott.ssa Patrizia Marzola
Psicologa clinica – Pet Therapy
Il mio studio a Fidenza (Pr) in Vicolo Zuccheri, 11

Svolgo consulenza on line con Skype. Clicca qui

Disturbo maschile dell’erezione

Disturbo maschile dell’erezione-Psicologa- Fidenza

Come si manifesta la disfunzione erettile?

Fattori dovuto a condizioni mediche generali o fattori psicologici.

  • Incapacità di avere l’erezione si dall’inizio dell’esperienza sessuale
  • Adeguata erezione all’inizio, ma poi perdita di tumescenza tentando la penetrazione
  • Erezione sufficientemente valida per la penetrazione ma poi di aver perso tumescenza prima o durante le successive spinte
    L’erezione è presente solo al risveglio
  • L’erezione è presente solo durante la masturbazione

Possono essere dovuto da:

1. condizioni mediche generali:

  • Alterazioni nei tassi di specifici ormoni: iperprolattinemia, livelli molto bassi di testosterone
  • Funzionalità venosa, ovvero l’afflusso arterioso al pene, necessario per l’erezione e l’eventuale presenza di un accelerato deflusso venoso, cioè una fuga di sangue attraverso il sistema venoso che rende difficile il mantenimento dell’erezione. 
  • Abuso di sostanze o di farmaci particolari.

2. fattori Psicologici
Le difficoltà di erezione vengono attribuite alla presenza di ansia (che poi diviene condizionata) al momento del rapporto, per una varierà di motivi:

  • preoccupazione circa la propria prestazione sessuale (un primo fallimento giunge a produrre un circolo vizioso per cui l’uomo, la volta seguente, temerà per la propria prestazione e proprio questo lo farà ulteriormente fallire, e così via);
  • desiderio di fare bella figura con la partner;
  • timore o scarsa consuetudine nei confronti delle donne;
  • preoccupazione a proposito delle dimensione del proprio pene;
  • atteggiamenti negativi verso il sesso e il piacere
  • consapevolezza della propria inesperienza sessuale
  • educazione rigida riguardo al sesso
  • link a aspetti psicologici della sessualità umana
  • Stress in generale, anche derivante da altre situazioni, come il lavoro o preoccupazioni finanziarie.

Tale reazione di ansia o di stress, indotta dal sistema ortosimpatico, può inibire la risposta di erezione che viene fisiologicamente prodotta dal sistema parasimpatico (link al SNA) .

Il ruolo dell'ansia

La presenza di pensieri ansiogeni di vario tipo impediscono l’attenzione (distrazione) verso le sensazioni indotte dalle stimolazioni esterne (tattili, visive, uditive, olfattive e gustative) e blocca anche l’elaborazione di fantasie sessuali eccitanti, facendo quindi venire a mancare improntanti componenti di attivazione in grado di far scattare nella corteccia limbica l’interruttore innescante (tramite l’intermediazione del sistema parasimpatico) l’erezione.

Il ruolo dell'attenzione

L’ansia e la distrazione sono, però, accompagnati da un terzo fattore, cioè errata focalizzazione sul compito.
Il rapporto sessuale arriva al suo completamento quando si è focalizzati sugli stimoli di natura erotica, che nell’uomo in particolare, riguardano tutti gli stimoli sensoriali, e sono questi stimoli ad attivare in modo automatico l’eccitazione, che a sua volta aumenta l’attenzione sugli stimoli erotici, così in un circolo virtuoso che si autoalimenta in m odo positivo per l’andamento del rapporto sessuale.

Ma, quando si è distratti da tali stimoli erotici, a causa di paure ansie, stress o altro, si produce un circolo “vizioso” e produce conseguenze negative.

Il meccanismo in azione

Ad esempio, se mi concentro sulla paura dell’insuccesso, non posso concentrarmi con la stessa intensità sullo stimolo erotico, questo perché il cervello non può concentrarsi, con la stessa intensità su due stimoli diversi. Così succede che lo stimolo eccitatorio perde la sua valenza di “eccitamento” perché è distratto dall’altro stimolo “ansia/paura dell’insuccesso”.

L’attenzione, infatti, in seguito a esperienze precedenti negative o a schemi cognitivi sessuofobici o caratterizzati da scarsa sicurezza personale, si concentra sulle conseguenze pubbliche di una non adeguata prestazione sessuale /(critiche, derisioni, abbandono ecc…) o comunque su altri stimoli di natura NON erotica (es: “devo farla godere altrimenti lei non sarà soddisfatta e io la perderò. Oppure: “Non sono un vero uomo se non riesco a portare a termine l’atto sessuale”).

Questo meccanismo produce un incremento dell’attivazione e un’ulteriore concentrazione sulle conseguenze negative delle mancata prestazione, e così via, portando a uno scadimento della risposta sessuale di eccitazione.

Così l’eccitazione sessuale può essere danneggiata non solo dall’effetto inibitore fisiologico dell’ansia sull’erezione (ortosimpatico contro parasimpatico) ma anche, dallo spostamento dell’attenzione dagli stimoli erotici in grado di connotare in modo positivo e sessuale la situazione, creando così una mancanza di stimolazione eccitatoria, e la sua contemporanea concentrazione su stimoli prestazionali e ansiogeni che desessualizzano la situazione, così inibiscono ulteriormente l’eccitazione a livello sia fisico sia cognitivo.

Ecco perchè si consiglia sempre l'intervento degli specialisti:
- il medico per la diagnosi clinica
- lo psicologo per aiutare a capire e distruggere le idee disfunzionali legate all'ansia.

Patrizia Marzola

Psicologa Fidenza

Come contattarmi

Puoi scrivermi a info@patriziamarzola.it  
Oppure, chiamare ai numeri Studio 0524 202361 Mobile 328 1971882
Ci conosciamo e capiamo insieme quale è la soluzione migliore per voi.
Dott.ssa Patrizia Marzola
Psicologa clinica – Pet Therapy
Il mio studio a Fidenza (Pr) in Vicolo Zuccheri, 11

Svolgo consulenza on line con Skype. Clicca qui

Coming Out Dichiarare la propria sessualità

coming-out-libertà-di-esprimere-se-stessi-Psicologa Fidenza-Patrizia Marzola

Come trovo la mia identità di genere?

L'espressione coming out è usata per indicare la decisione di dichiarare apertamente il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere
La decisione consapevole di voler dichiarare agli altri la propria omosessualità si definisce COMING OUT, spesso confusa con il termine outing che invece designa l'esposizione dell'omosessualità di qualcuno da parte di terze persone senza il consenso della persona interessata.

 

Il coming out come vissuto soggettivo

In questa società è difficile riuscire ad esprimere la propria sessualità in modo libero e aperto. Sono gli stereotipi e pregiudizi sociali che costringono le persone a nascondersi, di celare a se stesse la propria identità sessuale. Ma rivelarsi prima a se stessi, quindi accettarsi, e poi rivelarsi agli altri significa libertà. Vivere in piena consapevolezza andando a testa alta. È un sentimento meraviglioso che rafforza la propria personalità, ci si sente più forti e la propria autostima aumenta perché si rinsalda.

Questo processo come dicevo avviene gradualmente, si articoli in due momenti importanti:
1. Auto-accettazione. Quindi capire la propria sessualità e sentirsi nel pieno diritto di viverla.
2. Riconoscerlo agli altri. Perché è un processo che non finisce mai? Perché ogni volta che si conoscono persone nuove bisogna decidere se rivelarsi o meno, e quindi ogni volta è un ri-scoprirsi.

Spesso viene vissuto da forte stress perché è un continuo logorio mentale, le più svariate domande si affacciano alla mente, ad esempio “Quando è il momento migliore”, “A queste persone posso dirlo? E come?”, quindi è una continua scelta.

Vediamo questi processi più da vicino

Coming out interiore: è l’accettazione della propria omosessualità. Implica il sostenere il livello di stress che questa scoperta reca all'individuo, in quanto consapevole che deve accettarsi in una società dove viene privilegiata l’eterosessualità, soprattutto in quei contesti sociali dove l’omosessualità viene considerata un’anomalia, e non una parte di sé stessi.

Dichiarazione alla società: finalmente l’individuo ha accettato e riconosciuto la sua omosessualità, ha superato la condizione di stress causato dal doversi sempre nascondere e celare sé stesso dietro ad una maschera dal forte peso emotivo, allora è pronto per dichiararsi all'esterno. Ovviamente è un processo graduale, che non avrà mai fine, perché l’individuo decide a chi rivelarsi e come, ad esempio per ogni nuovo conoscente, sul posto di lavoro, in famiglia.

Ma le ricerche dimostrano che gli individui che arrivano a manifestare il proprio essere in modo aperto diventano più forti e sicuri in sé stessi, quindi con effetti benefici anche sulla propria autostima.

Come fare coming out?
È un processo graduale. Le tappe vengono definite da due momenti: imprescindibile è l’auto-accettazione e poi c’è la rivelazione all’esterno.
Chi viene da me chiede quando è il momento giusto? Come faccio a dirlo ai miei genitori o colleghi di lavoro?
Domande importanti la cui riposta implica diverse considerazioni.
Parliamo del contesto famigliare: c’è da considerare il clima di relazione, come è la qualità del dialogo tra i membri, genitori-figli-fratelli? Quali sono gli stereotipi o pregiudizi sul tema dell’omosessualità?
Una volta individuato la qualità del dialogo e il clima relazionale si lavora su quello per stabilire come abbattere i pregiudizi.

Di solito le reazioni da parte dei genitori possono essere:
rifiuto, sconforto, superamento, accettazione
accettazione immediata
non accettazione

Gli psicologi parlano di una fase chiamata superamento del lutto. Nel senso che i genitori hanno aspettative sui figli, vedono il loro matrimonio e la nascita di nipotini. Alla rivelazione del “sono gay/lesbica” i genitori devono ridimensionare questi sogni, devono accettare che potrebbero non diventare nonni, che potrebbero non vedere mai la figlia o figlio in abito da cerimonia e una grande festa come coronamento della storia d’amore.

Ecco perché quando si parla in famiglia io consiglio sempre di individuare gli stereotipi ed abbatterli uno ad uno, in questo modo si avvicinano i due punti di vista, si dimostrerà che i due mondi non sono separati, l’essere gay/lesbica non significa vivere in un “ghetto” ma è semplicemente l’espressione della sessualità.

In che modo lo psicologo aiuta?

Innanzi tutto distruggiamo le vecchie convinzioni: esser gay/lesbica NON significa essere malati, non è una malattia. Ancora oggi, soprattutto girando su internet si trovano strane associazioni che dicono che loro possono guarire i gay, l’Ordine degli Psicologi si distacca da queste associazioni, spesso nascondono le loro fobie dietro a parole molto belle, libertà, crescita, sviluppo. No, facciamo attenzione.
Lo psicologo invece aiuta le persone a capire meglio se stessi, si individuano strategie per effettuare il coming out, aiuta a dipanare dubbi sulla propria sessualità, fa chiarezza proprio sui significati.

Bisogna smettere di dividere la società in etichette “gay”, “lesbica”, “etero”, “trans” e via dicendo una società che si dichiara ad alto sviluppo sociale e culturale, dovrebbe lottare per riuscire a distruggere queste dicotomie che dividono il mondo in “giusto” e “sbagliato” osservando solo un punto di vista che non rispetta la libera espressione di se stessi.

Ma giusto e sbagliato da parte di chi? Qual è la regola che dimostra che Quel e solo Quel punto di vista è giusto e l’altro è sbagliato.
Se c’è una cosa che mi ha insegnato il mio lavoro è che ci sono sempre almeno due punti di vista, dipende sempre come si affronta la situazione.

Spero con questo articolo di aver messo un po’ di ordine, e di aver dato coraggio alla libera espressione di sé stessi. Vi invito tutti a partecipare in modo attivo a questa sezione, l’obiettivo di questo sito è contribuire a dare informazioni chiare, fornire un appoggio per confrontarsi con i problemi quotidiani.

Io credo nel confronto attivo come base essenziale per la crescita personale. Quindi ringrazio tutti coloro i quali vorranno partecipare attivamente a questa sezione.

Come fare?
Puoi scrivermi a info@patriziamarzola.it
Tu rimarrai anonimo, pubblicherò solo ciò che vorrai rendere pubblico. I tuoi dati sono trattati nel rispetto della legge della privacy. Indicando anche la dicitura che ne autorizzi la pubblicazione
Non utilizzerò la tua mail per inviarti materiale pubblicitario o altre notifiche da te, espressamente non richieste.
Vi aspetto numerosi

Patrizia Marzola
Psicologa Fidenza

Come contattarmi

Puoi scrivermi a info@patriziamarzola.it  
Oppure, chiamare ai numeri Studio 0524 202361 Mobile 328 1971882
Ci conosciamo e capiamo insieme quale è la soluzione migliore per voi.
Dott.ssa Patrizia Marzola
Psicologa clinica – Pet Therapy
Il mio studio a Fidenza (Pr) in Vicolo Zuccheri, 11

Svolgo consulenza on line con Skype. Clicca qui

Cambio sesso. Come affronto il nuovo me stesso?

Disturbi-identità-di-genere-cambio sesso-Patrizia Marzola-psicologa Fidenza

Come trovo la mia identità di genere?

 I disturbi di identità di genere creano confusione nell’”uomo comune”, c’è molta ignoranza su questo tema.

E, per chi non li vive, fatica a capirli. Non sanno cosa significa vivere la vita sentendosi in un corpo che non gli appartiene.

 Ci sono molti ostacoli da affrontare:

  • la ridefinizione sociale della propria identità sessuale,
  • l’accettazione da parte di famigliare e amici
  • stereotipi e pregiudizi che feriscono un corpo e una mente già sofferente.

Chiedere aiuto è il primo passo per iniziare il cambiamento.

Coltivare nuove amicizie può spezzare la solitudine di non sentirsi compresi, una ventata di aria fresca per sentirsi finalmente liberi e felici con sé stessi.

Qui puoi trovare aiuto per tutte le tue fasi:

  •  Cosa mi sta succedendo?
  • Cosa posso fare?
  •  Come affrontare la mia famiglia?

Come contattarmi

Puoi scrivermi a info@patriziamarzola.it  
Oppure, chiamare ai numeri Studio 0524 202361 Mobile 328 1971882
Ci conosciamo e capiamo insieme quale è la soluzione migliore per voi.
Dott.ssa Patrizia Marzola
Psicologa clinica – Pet Therapy
Il mio studio a Fidenza (Pr) in Vicolo Zuccheri, 11

Svolgo consulenza on line con Skype. Clicca qui

Calo del desiderio sessuale

Domande e risposte per aiutare la coppia a superare i problemi di sesso

Disturbo da desiderio sessuale Ipoattivo

Il partner non prende l’iniziativa sessuale ma è recettivo, quindi se stimolato adeguatamente accetta l’offerta sessuale. Il basso desiderio può dipendere dalla coesistenza di un’altra patologia che lo induce.

Ad esempio

Un uomo con disturbi dell’erezione piuttosto che etichettarsi come “impotente” potrebbe inconsciamente preferire l’idea di non avere desiderio.

Un caso differente è quello in cui l’assenza del desiderio è il disturbo primario e può manifestarsi, ad esempio, con la difficoltà di raggiungere l’orgasmo.

La mancanza di libido può anche essere sintomo di depressione, sarà dunque prioritario il trattamento di quest’ultima. Raramente le cause possono avere natura medica.

Nella donna possono prospettarsi le seguenti situazioni:

- ablazione delle ovaie in seguito ad isterectomia e assenza di terapia ormonale adeguata
- eccesso di estrogeni, come conseguenza dell’assunzione della pillola (anche se quelle attuali ne contengono dosi inferiori).

Nell’uomo: 

- carenza di testosterone (raro).

Il calo del desiderio, infine, può dipendere anche dall’assunzione di farmaci o dall’abuso di droghe.

E’ fondamentale dunque operare un’attenta analisi per comprendere ed individuare la causa scatenante, quindi il disturbo primario ed applicare il trattamento più adeguato, il vostro medico saprà sicuramente indicarvi quello più adatto per voi.

Le cause del calo del desiderio sessuale

Il basso desiderio sessuale che si può sperimentare può dipendere sia da fattori individuali cioè legati a processi riguardanti anche uno solo dei due partner, oppure, cause relazionali che dipendono dal tipo di relazione costruita dalla coppia.

Fattori individuali

Quando si parla di comportamento sessuale bisogna considerare le convinzioni che ognuno di noi ha verso il sesso.
Un’educazione sessuale rigida, di origine religiosa, oppure, paura di rimanere incinta, o di perdere la stima del partner, o ancora, la paura di perdere il controllo di sé, di lasciarsi andare. Per alcune persone è estremamente importante mantenere il controllo emotivo in ogni situazione, così vivono male il rapporto sessuale.

Ci sono individui che non sono interessati agli aspetti ludici della sessualità e sono incapaci di esprimere in modo manifesto le emozioni.

Altre volte il calo del desiderio sessuale potrebbe essere legato alla preoccupazione dell’invecchiamento, l’individuo non si vede più piacente e pertanto, ritiene che, non può più essere oggetto di desiderio sessuale per il suo partner.

Altri fattori che determinano il calo del desiderio potrebbero essere legati allo stile di vita. La mancanza di tempo libero, il lavoro, la cura dei figli, attività che risucchiano il tempo fisico ed emotivo che non lasciano lo spazio ad attività che vengono considerate meno importanti, come ad esempio il sesso.

Parliamo ora delle cause relazionali

Molte coppie si chiedono come mai dopo qualche tempo il desiderio sessuale cala.
Questo può essere legato a moltissimi fattori: noia, risentimenti, incapacità da parte di un partner di suscitare eccitamento, o mancanza di fantasie sessuali che rendono routinario l’atto sessuale e molti altri fattori che possono interferire nel rapporto sessuale.

Mi arrivano continuamente domande che riguardano questo aspetto, ma le risposte le possono trovare solo i partner:
- C’è attrazione?
- C’è complicità?
- C’è sufficiente confidenza da chiedere al partner cosa ci piace di più?
- C’è un altro partner che potrebbe deteriore l’armonia della coppia?

Non esiste una formula chiara e semplice che possa spiegare in modo lineare l’eziologia di questo problema, in realtà la soluzione la possiamo trovare aprendo le porte ad un sincero ed aperto dialogo. E se da soli non riuscire potreste trovare un valido aiuto nella terapia di coppia 

Come contattarmi

Puoi scrivermi a info@patriziamarzola.it  
Oppure, chiamare ai numeri Studio 0524 202361 Mobile 328 1971882
Ci conosciamo e capiamo insieme quale è la soluzione migliore per voi.
Dott.ssa Patrizia Marzola
Psicologa clinica – Pet Therapy
Il mio studio a Fidenza (Pr) in Vicolo Zuccheri, 11

Svolgo consulenza on line con Skype. Clicca qui