Categoria: Problemi di coppia

Sindrome premestruale. L’aiuto del compagno

Sindrome premestruale quale aiuto per la donna

Ormoni e Comportamento

Ormoni, Umore, Comportamento. Come dare aiuto

Ormoni e psiche: quanto della vita psichica femminile è condizionato dagli ormoni sessuali?

 Gli ormoni influenzano il comportamento umano. L'effetto degli ormoni nella donna. Cosa succede?

 Le fluttuazioni degli ormoni sessuali condizionano il funzionamento dei neurotrasmettitori, attraverso i quali le cellule comunicano tra loro. Determinando così importanti cambiamenti nella donna condizionando così, il suo umore e la sua attività cognitiva.

 In particolare in 3 momenti:

1) Fase premestruale (qualche giorno prima del ciclo mestruale)

2) Il periodo di tempo che riguarda il parto e il ripristino delle condizioni normali degli organi genitali

3) Menopausa

Dunque ci sono ormoni che interagiscono sul nostro umore in modo diretto. Ci sono neurotrasmettitori che diminuiscono il livello di ormoni, ed è proprio questa variazione, che influenza l’umore della donna in modo negativo. Ne viene condizionato anche l'atteggiamento, più o meno positivo, rispetto agi eventi della giornata.

 È per questo motivo che ci si sente più condizionati e più inibiti nell'approccio con l’altro sesso in certi periodi. Perché questi sbalzi di umore influenzano anche i  comportamenti, e dunque anche la sessualità può soffrirne. Nel senso che ci si può sentire più timidi ed inibiti. Ne risente anche la  capacità di interagire con gli altri con più brio. Malumore, disagio, timidezza, possono chiudere in sé stessi, precludendo così  la possibilità di essere spontanei, così per la paura di fare brutta figura, si evita l’approccio con l’altro sesso.

Un aspetto uguale per uomini e donne è che La sessualità coinvolge influenze biologiche, psicologiche, sociali e culturali ed è l’espressione fondamentale dell’essere umano. Essa comprende una vasta gamma di sensazioni, emozioni, sentimenti ed affetti. La sessualità è, infatti, relazione, comunicazione e piacere.

 La sindrome premestruale

La sindrome premestruale è un disagio comune per le donne. Ma può colpire con tale violenza da scombussolare la vita in famiglia e al lavoro. Intervenire si può e si deve. Per non incrinare i rapporti con gli altri.

Cos’è la sindrome premestruale? 

 Circa il 70% delle donne ne soffre in modo lieve o medio. In questi periodi la donna è irritabile, nervosa, malinconia, può avvertire gonfiore addominale. Soffrirne a livelli lievi, significa che non interferisce in modo significativo con la vita quotidiana.

Però in pochi casi, le ricerche parlano di un 3-8% delle donne, può essere un problema grave perché va ad interferire con il normale svolgimento della vita della donna. Ecco qui c’è bisogno di un esperto e magari ricorrere a qualche farmaco, su consiglio medico.

Quindi, prima di parlare di problema o di malattia è necessaria un’accurata diagnosi, proprio perché bisogna vedere la persistenza dei sintomi. Non facciamoci prendere da paure infondate, meglio sempre chiedere un parere di un esperto che può aiutarci a capire.

Quali sono i sintomi della sindrome premestruale?

Si parla di sindrome perché comprende più sintomi.

 Sintomi psichici: irritabilità, aggressività. Ci si può sentire depressi, ansiosi, impulsivi. Si può essere vulnerabili alle crisi di pianto. Cefalea, difficoltà di concentrazione.

 Sintomi comportamentali: disturbi del sonno (sia insonnia che ipersonnìa), variazioni marcate dell’appetito con “bisogno” di cibi dolci o salati, evitamento  sociale, modificazioni del desiderio sessuale e della sessualità.

Come aiutarsi per capire?

Io consiglio alla donna di tenere un diario sintomatologico, che parta dal primo giorno di un ciclo, fino al successivo, annotando, quando ci siano, i sintomi principali e la loro gravità (lieve, media, grave, invalidante). In questo modo il ricorso al medico sarà agevolato da questa precisione diagnostica sia temporale, sia sintomatologica.

 Come affrontare bene la sindrome premestruale?

Per affrontarla bene bisogna agire a più livelli, da integrare a seconda della sua gravità.

Agire sempre sullo stile di vita: con movimento fisico regolare, per scaricare attivamente le tensioni; rispettare il sonno per ridurre l’irritabilità; limitare il sale nell’alimentazione, preferendo cibi freschi. Bene anche integratori quali il magnesio, il calcio e la vitamina B6.

In presenza di agitazione, disturbi o fluttuazioni dell'umore, ansia e stress una psicoterapia può rivelarsi efficace nell'affrontare le diverse reazioni. Le abilità di fronteggiamento imparate son un valido aiuto per ripristinare il benessere psico-fisico.

Quali farmaci?

Nelle forme più impegnative, il medico potrebbe prescrivere gli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI) che va ad agire su questo neurotrasmettitore aiutandolo così a regolare gli ormoni responsabili degli sbalzi dell’umore.

Comunque è sempre meglio lasciarsi guidare dal parere professionale del medico, che valuterà il farmaco adatto per il singolo caso. Quando si parla di assunzioni di farmaci è sempre importante non fare di testa propria, ma affidarsi al medico. I farmaci agiscono secondo processi che non hanno nulla a che fare con le effettive cause della depressione.

In presenza di disturbi dell'umore, ansia o stress una psicoterapia aiuterà ad affrontare i momenti più critici.

 Che cosa può fare il marito /compagno e i famigliari per aiutare la donna con sindrome premestruale?

 Sicuramente essere sensibili e avere pazienza. La sindrome premestruale è uno “scombussolamento ormonale” molto forte, e questo crea difficoltà a mantenere il controllo sulle reazioni. Mi rendo conto che non sia facile da capire, però i famigliari devono imparare a rendersi conto che non è un problema inventato.

 Ecco qualche consiglio pratico per la famiglia:

  1. non banalizzare e non contro-aggredire (anche se non è semplice!);
  2. aiutare la vostra compagna di più in casa in quei giorni, farla sentire capita;
  3. invitarla a rivolgersi al proprio medico o al ginecologo di fiducia, o a uno psicologo;
  4. incoraggiarla a seguire scrupolosamente i consigli di stile di vita e terapeutici;
  5. comprendere che questi sintomi sono anche una richiesta di attenzione e di aiuto, pertanto la famiglia potrà prepararsi a rispondere in modo affettuoso.

In ogni caso accettazione, comprensione e pazienza e qualche coccola in più aiuteranno la vostra compagna a superare questi giorni in modo più sereno, con un notevole vantaggio anche per voi. Un po' di allenamento all'empatia può aiutare i compagni uomini a sostenere al meglio la propria donna.  Cioè mettetevi nei suoi panni. Cosa provereste voi se foste al suo posto? Come vi comportereste se un uragano di ormoni vi stravolgesse? 

Mi rendo conto che per il genere maschile capire questi problemi sia difficile, ma potete vederne l'effetto osservando la vostra donna, quanto sta male in quei giorni delicati. Aiutatela sostenetela. Non criticatela, no avvilitela con le accuse. Nella coppia il dialogo è fondamentale, anche durante la sindrome premestruale.

Dott.ssa Patrizia Marzola
Psicologa - Fidenza

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Dott.ssa Patrizia Marzola
Psicologa clinica – Pet Therapy
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Come vincere la paura di rimanere da soli in amore

Paura di rimanere soli in amore

Amore o Dipendenza Affettiva?

Come vincere la paura di rimanere da soli in amore?
Quale forza misteriosa obbliga uomini e donne a sottomessi ad un amore non ricambiato?

Nella mia pratica clinica incontro persone determinate, intelligenti, piene di vita,  ma, che in amore, si sentono talmente vittime di sé stesse, da sottomettersi ed accettare qualunque tipo di rapporto, pur di non rimanere soli.

Allora chiudono gli occhi di fronte ai tradimenti, alle mille bugie, ai comportamenti incoerenti e scorretti. Innalzano ad idolo questo partner bugiardo (uomo o donna, uso il maschile per semplicità di linguaggio). Parlo di idolo, perché anche di fronte ai fatti si chiudono occhi, si tappano le orecchie e la bocca dice cose che la mente sa non essere vere, ed il cuore ne riconosce la profonda tristezza e umiliazione. 

Ci si trasforma in dipendenti affettivi. La convinzione se senza l'altro non si può vivere.

MA L’ENERGIA PER RIBELLARSI MANCA.  
Così, vince con tutta la forza quel brutale detto “Meglio male accompagnati che soli”. 

MA PERCHÉ LA SOLITUDINE FA TANTA PAURA?

  • Forse paura di non riuscire a sostenersi moralmente, mentalmente ed economicamente?
  • È forse la paura di non sentirsi completi senza l’altra metà della mela?
  • Quando chiedo: " Di cosa hai paura? "

 Le risposte vanno dal: ho paura del buio, degli insetti, non posso gestirmi da sola/o, non devo essere single, devo farmi una famiglia, devo stare con lui/lei altrimenti la mia vita non vale nulla.

Poi si passa ai dinieghi: ma non è vero lui/lei non mi tratta male; ma è normale che sia sempre fuori è sempre al lavoro; è un suo diritto stare con gli amici; non è vero non mi trascura, è solo impegnato/a.

 Davvero? O sono bugie perché la verità farebbe troppo male?

 Prova ad ascoltarti e conta quanti DEVO, NON POSSO, NON SONO CAPACE, MI È IMPOSSIBILE dici a te stessa/o.

 Prova a chiederti se:

  •  “HO mai provato a considerare me stessa/o in modo diverso?”
  • “Ho mai provato a guardarmi con occhi esterni, per avere la prova che davvero io NON POSSO NON SONO CAPACE?”
  • Mi sento in diritto di essere amata/o per me stessa/o?
  • Mi sembra di sentire beneficio dalle aggressioni verbali e (anche) fisiche che ricevo da questo rapporto non sano?

 Fallo per gioco e conta quanti SI e NO hai dato.

 Se tu rispondi dando sempre poca importanza a te stessa/a, sottostimandoti e sovrastimando l’altro. Allora sei vittima di de stessa/o. 

COME USCIRNE?

CONSAPEVOLEZZA ⇒  IO HO IL DIRITTO DI ESSERE AMATA/O

CONSAPEVOLEZZA ⇒  IO HO IL DIRITTO DI SENTIRMI RISPETTATA/O PRIMA DI TUTTO DA ME STESSA/O

CONSAPEVOLEZZA ⇒  POSSO CAMBIARE LA MIA VITA

 COME FACCIO?

 Non è una passeggiata. No, certo che non è facile, anzi ti dirò è un compito bello impegnativo. Ma difficile NON vuol dire impossibile. Ma la volontà ti mette già sulla buona strada, chiedi aiuto per raggiungere la consapevolezza; Lavora sulla tua fiducia in te stessa/o; Agisci per combattere l’ansia. In questo viaggio non sei solo. E’ un cammino meraviglioso più corto di quanto tu possa pensare.

 Credo fermamente a questo: PICCOLI PASSI, GRANDI, ENORMI, INCREDIBILI E MERAVIGLIOSI CAMBIAMENTI

  • Provaci: cosa hai da perdere? Nulla
  • Provaci: puoi scoprire una nuova sensazione di benessere

 Ti parlo con il cuore, perchè ho visto moltissime meravigliose persone riprendere in mano la propria vita.

 Io sono Patrizia Marzola l'autrice di questo articolo e di questo sito, che curo con tanto amore perché è il risultato di 13 anni di lavoro

Patrizia Marzola
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Stress di coppia

Come superare i conflitti- stress di coppia

Quanta fatica l’amore! La coppia: quanto stress?

I difficili rapporti di coppia! Cosa succede alla coppia, perché ad un certo punto scoppia? È sempre vero che le discussioni portano alla fine di un rapporto?

Bello l’amore, fantastico innamorarsi, all’inizio tutto è rosa e fiori, poi ad un certo punto qualcosa si incrina. Succede una cosa del tipo: Lei urla - lui tace. Lui urla - lei tace.

Ci si accusa a vicenda “Tu urli sempre”, l’altro risponde “Urlo perché tu non mi ascolti”. Così a queste sequenze seguono scomodi silenzi, imbarazzanti ripicche. La coppia si chiude nel silenzio della propria ostilità personale.

 Ma perché succede questo? C’è una causa scatenante?

Io credo di si. Credo che la stanchezza, lo stress, i tanti impegni, i problemi di vita quotidiana possano trasformare piccoli momenti negativi in feroci litigate che lasciano le persone senza fiato, stanchi di un circolo vizioso che si è creato ma che non si riesce a spezzare.

Così succede che l’unica soluzione che si riesce a trovare è chiudersi, ci si costruisce una vera barriera di silenzio che nessuno vuole spezzare perché l’alternativa sarebbero altre litigate, altre urla, così per il quieto vivere, si tende a sopportare in silenzio finché poi si scoppia!

 Anche la vita sessuale della coppia può risentirne?

Si certo, credo che sia il primo aspetto a risentirne. Quando la coppia è arrabbiata non lascia tempo ne spazio al desiderio sessuale. La sessualità è un ingrediente importante nella vita di coppia, è un altro modo di comunicare, un modo per i partner di avvicinarsi l’uno all’altro, ed anche un modo per scaricare energie e tensioni! Alcune coppie che usano il rapporto sessuale per chiudere una discussione: per far pace!

 Ma il sesso da solo, risolve i problemi della coppia?

 No, purtroppo da solo non basta. Se la coppia non riapre la volontà al dialogo i problemi rimangono nel sommerso, e, alla prima occasione scoppieranno di nuovo. I problemi hanno l’antipatica tendenza a riemergere, sempre!

 Come si fa a spezzare questo circolo vizioso?

 C’è un solo unico modo: il dialogo. Lo so certo, non è facile, perché spesso succede che i partner non hanno più la “pazienza di ascoltarsi”. Però assicuro che funziona. Se si ha la pazienza di riaprire i canali comunicativi si possono ottenere molte azioni.

 Ad esempio, ricordo una coppia simpaticissima che veniva da me, dove entrambi si erano chiusi nel loro cerchio di ripicche e piccole vendette. Quando ho chiesto il motivo di queste ripicche, scavando, loro hanno ammesso che lo facevano perché era l’unico modo per esercitare uno stimolo sull’altro, cioè per obbligare l’altro ad ascoltare.

Ma la rabbia non è uno strumento risolutivo, anzi purtroppo porta ad esagerare, e si finisce, spesso, col dire cose cattive che nemmeno si pensano!

È vero che l’attrazione sessuale verso il proprio partner può affievolirsi a causa della rabbia?

Si certo. Questo succede perché anche il sesso ha bisogno dei suoi tempi, e della sua “colonna sonora”, se alla base c’è la rabbia, lo stimolo sessuale può affievolirsi, può passare letteralmente la voglia di fare sesso con il proprio partner. Soprattutto per le donne, visto che per noi femminucce il rapporto sessuale è molto, anche , mentale, abbiamo bisogno di essere nella predisposizione mentale giusta, così da agevolare tutta la risposta sessuale nel suo completo!

 Le scuse “Ho il mal di testa” sono vere?

Sai spesso, purtroppo, il mal di testa è davvero reale, le tensioni continue con il partner e il malessere generale che esso porta può portare a fastidiosi mal di testa, che possono essere legati proprio allo stress, generato appunto dal continuo accavallarsi di energie negative che non trovano risoluzione.

 La medicina migliore, quella più efficace per la coppia, qual è?

 Cercare di capire cosa sta succedendo al proprio rapporto. Spesso queste tensioni continue sono rivelatrici di un rapporto che si è esaurito, obiettivi diversi, desideri e sogni che non sono più condivisi all'interno della coppia, così l’unico modo per stare bene è trovare il coraggio di parlarsi apertamente, cercando di tirare fuori tutto, ma proprio tutto! E da qui capire come ricostruire il proprio rapporto di coppia.

Come più volte ho sottolineato la comunicazione efficace è uno strumento potentissimo, che se usata al meglio ci aiuta in ogni occasione della nostra vita, sia personale che professionale. E questo è vero io lo vedo tutti i gironi, a volte basta cambiare solo alcune parole o il modo di dirle, che già si ottengono risultati meravigliosi. E questo a beneficio di noi stessi e per tutte le persone che ci circondano, la comunicazione migliora davvero i rapporti interpersonali.


Le vostre domande

1. Devo far pagare all'attuale compagno lo scotto dell’ex, come mai mi sento così?

È una reazione frequente, sottende una rabbia “irrisolta” nei confronti dell’ex. Un modo efficace per risolverla sarebbe quello di parlare con l’ex, tirando fuori tutto il male che ha fatto, dicendo ciò che in realtà si pensa di lui. Questo chiarimento è utile per sé stessi, perché aiuta a chiudere in modo definitivo un capitolo. Ma non sempre è bene parlare con l'ex compagno, è possibile scaricare la rabbia anche scrivendo  su un foglio ciò che si vorrebbe dire. Una volta scritta, è importante che lei chieda a se stessa se vale la pena continuare a rimuginare su sentimenti di rabbia o se invece è meglio per lei buttarsi a brutta storia alle spalle. Se lei decide il meglio per se stessa allora deciderà per questa seconda possibilità, le consiglio di accartocciare il foglio, e buttarlo via, e dirigere la sua vita al presente. 

 2. Quando in un rapporto il partner “forte si annoia e il partner “debole” soffre?

 Forse ciò che potrebbe dare una scossa al rapporto è trovare nuovi interessi da fare insieme. Sport, un corso di ballo …. Qualcosa che possa stimolare nella coppia la gioia e l’interesse dello “stare insieme”. A volte la routine può essere la culla di una noia che poi condiziona il comportamento stesso dei partner.

3.  Quando mia moglie non mi concede il sesso?

 Forse manca il desiderio sessuale, forse il rapporto si è costruito nel tempo su un altro piano, forse i problemi di coppia si sono così radicati, che il sesso è passato davvero in ultimo piano, sono tante le cause che possono eliminare il sesso nella coppia. L’unica soluzione è parlarne apertamente e confrontarsi chiedendo il “vero” motivo del rifiuto sessuale. Provi a chiedere a sua moglie cosa le manca. Si metta in ascolto dei suoi bisogni. 

Patrizia Marzola
Psicologa - Fidenza

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Sesso e conflitto di coppia

Consapevolezza del rapporto di coppia

Il mio rapporto di coppia è sbagliato

Oggi parliamo della vita sessuale della coppia dal punto di vista dell’uomo. Si perché le ricerche evidenziano il fatto che anche l’uomo dice No al rapporto sessuale, quindi non è solo la donna a ritrarsi dal talamo nuziale. Perché?

Stress, stanchezza, ed eccessive richieste del proprio ambiente familiare e lavorativo, non sono pesanti solo per la donna, lo sono anche per l’uomo, anche se in misura diversa. Ma anche l’insoddisfazione della vita di coppia può essere un’importante fonte di stress che allontana la coppia dalla piacevolezza del contatto fisico e dunque dall’intimità fisica.

Può essere responsabile di questo problema il diverso ruolo sociale che la donna ha assunto in questi ultimi decenni?

 Le ricerche sociali pensano di sì. Se con questo intendiamo una maggiore emancipazione della donna, forse l’uomo si sente defraudato del suo ruolo di maschio forte. Ma io non credo che sia solo questo, credo semplicemente che all’interno della coppia ci sia una maggior consapevolezza rispetto alla ricerca della soddisfazione dei propri bisogni e desideri, quindi come la donna dice no, anche l’uomo ha questo diritto, credo che siano molte le variabili che intervengano all’interno della coppia, che sono responsabili di una non piena soddisfazione del rapporto. Perciò ritengo che sia riduttivo circoscrivere il problema della coppia all’interno di un significato sociale.

Quali sono i problemi manifestati dalle coppie che decidono di dare il via alla terapia di coppia? E attraverso quale percorso ci arrivano?

Di solito sono dei piccoli campanelli che avvertono la coppia dell’esistenza di uno o più problemi tra loro.

Faccio un esempio: discussioni accese sempre più forti, che impediscono un libero scambio di idee, ognuno rimane fermo sulla sua posizione, e il dialogo avviene solo per accuse l’uno nei confronti dell’altra. Poi questo conflitto si sposta anche nel vissuto della sessualità di coppia, che per l’uomo può rivelarsi, ad esempio, sotto forma di eiaculazione precoce o mancanza di erezione, e nella donna calo del desiderio, quindi la coppia arriva a non cercarsi più fisicamente.

 Come può aiutare la terapia di coppia?

 Innanzi tutto si evidenziano le cause dei loro problemi, è necessario arrivare alla radice del problema, solo così è possibile affrontarlo e dunque risolverlo. L’obiettivo è abbassare l’aggressività e le difese di ciascuno dei due partner, favorendo il dialogo, lo stress si riduce, e solo così la coppia riesce, in modo razionale, a capire a che punto è arrivata. E da qui ripartire.

In questo articolo spiego come la terapia di coppia può aiutare a superare la crisi.

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Scegliere il partner: perché scelgo la persona sbagliata?

Riaccendere il desiderio nella coppia-Psicologa Fidenza-Patrizia Marzola

Il mio rapporto di coppia è sbagliato

Trovare il partner giusto una ricerca che accompagna molte persone. Perché a volte succede che si continua a mantenere un rapporto con quella persona anche quando ci rendiamo conto che ci fa del male? Che non è quello giusto per noi?

Andando oltre i luoghi comuni, c’è una cosa molto importante da dire: i bisogni delle persone sono molto diversi tra loro, e cambiano anche a seconda del periodo che ognuno sta vivendo.

Così può succedere che ci affezioniamo ad una persona perché in quel momento essa soddisfa un nostro specifico bisogno, e questo diventa un sollievo tale da farci perdere di vista la realtà. Questo porta ad innalzare su un piedistallo il/la partner che diventa per noi l’unico riferimento importante anche quando il suo comportamento nei nostri confronti non è dei migliori, ma ci fa stare male.

Quindi, potrebbe essere che quel partner, che tanto ci sembrava perfetto, si è trasformato in qualcosa di imperfetto per noi, ma in realtà, la persona che avevamo scelto, aveva già quelle determinate caratteristiche?

Si potrebbe essere. Quando viviamo un periodo negativo tendiamo ad affezionarci a qualcuno che crediamo soddisfi il nostro bisogno, quindi è come se avessimo un leggero velo rosa davanti agli occhi, che ci fa vedere solo ciò che volgiamo vedere, e ci nasconde ciò che non vogliamo vedere.  È meno doloroso nascondere a noi stessi delle scomode verità piuttosto che affrontarle.

 E come possiamo fare per togliere questo velo dagli occhi?

 È una domanda difficile a cui rispondere perché dipende dalla nostra volontà di affrontare la realtà, spesso è meno doloroso nasconderci dietro alle nostre illusioni, ai nostri veli. Sono le nostre paure che ci bloccano, paure che derivano dal confronto con la nostra specifiche realtà e le aspettative della società, i soliti stereotipi: marito, moglie, fidanzati, genitori. Che possono rendere ancora più crudele la nostra realtà.

I passi per stare bene con noi stessi

Consapevolezza. Chiedi a te stesso di cosa hai bisogno. E fai un importante esame di realtà: cosa ho, ora? Rispetto a ciò di cui ho bisogno, va bene ciò che ho? Se la risposta è no, prova a pensare a cosa ti servirebbe per stare bene. In modo oggettivo. Prova a fare una lista. Poi cerca di capire cosa puoi cambiare? Sei tu? Sono le persone intorno a te?
Ma ricorda non è detto che, chi ti è vicino possa volerlo questo cambiamento, anzi è più probabile che ti giri a te la questione, dicendoti “No, sei tu quello sbagliato, sei tu che devi cambiare”.
Pertanto ti dimostra che non c’è la sua volontà di mettersi nei tuoi panni.

In un rapporto di coppia non c’è a propri un torto e una ragione, ma ci deve essere o scambio di modi di essere diversi, e il confronto dei rispettivi punti di vista. In una parola deve esistere l’empatia: la capacità di mettersi nei pani dell’altro. E soprattutto, in un sano rapporto di coppia, non deve mai mancare la possibilità di sentire di poter esser sé stessi, senza temere il giudizio dell’altro. Se questo timore del giudizio dell’altro esiste, allora forse c’è qualcosa che non va nel rapporto. È ora di prendere in mano la situazione e agire.

Ricordati: per stare bene con gli altri devi stare bene con te stesso.

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Come riaccendere la scintilla del desiderio nella coppia

Riaccendere il desiderio nella coppia-Psicologa Fidenza-Patrizia Marzola

La seduzione nel rapporto di coppia

La vita di coppia quale meravigliosa gioia può dare ma anche quali sofferenze e preoccupazioni!

Ancora una volta sottolineo la necessità del dialogo e della consapevolezza: a che punto è la coppia?

Spesso mi sento dire queste frasi “Mio marito o mia moglie non mi cerca più sessualmente? Cosa posso fare?”, oppure “Non trovo supporto da mio marito/moglie perché?” o anche “Come faccio a recuperare il nostro rapporto sessuale”.

 Come possiamo fare per scoprire o riaccendere la scintilla del desiderio nel nostro partner/compagno?

 Si possono sperimentare alcune cose. Intanto chiediamoci se il desiderio sessuale per lui o lei c’è ancora e viceversa. Cioè se il nostro partner si sente ancora attratto da noi. Cerchiamo di scoprirlo attraverso il linguaggio del corpo della seduzione. E ancora meglio: chiediamolo a lui/lei direttamente. Apertamente.

 Qual è il segreto per affascinare?

 Un po’ di cura ai particolari: ad esempio organizziamo una cenetta romantica a lume di candela, indossiamo qualcosa di sexy, musica di sottofondo per creare la giusta atmosfera. Non aspettiamo sempre che sia il partner a fare il primo passo, cerchiamo di stimolare in lui o in lei il suo desiderio.

Spesso succede che il rapporto si affievolisca proprio perché la coppia smette di comunicare attraverso il linguaggio della seduzione, smette di corteggiarsi.  Ad un certo punto la coppia, smette la cura di quei dettagli, quei particolari che tengono viva la scintilla del desiderio. È come se la coppia si desse per scontata, cioè dare per scontata la presenza l’uno dell’altro. Invece cerchiamo di essere più presenti l’uno all'altro.

 In che modo? Cosa significa cura dei particolari?

 In realtà basta poco, magari qualche bigliettino lasciato sul tavolo, con su scritto “ciao”, “mi manchi”, “questa sera ti farò una sorpresa”.

Cerchiamo di creare un po’ di novità nel rapporto. Purtroppo la noia rischia di reprimere le emozioni.

Ma anche gli impegni, la casa, i figli il lavoro, si mangiano tutto il tempo che la coppia di solito si ritagliava per stare insieme da soli.

Non è necessario stupire tutti i giorni!

Una volta ogni tanto, sorprendiamo il nostro partner con piccole attenzioni, basta veramente poco per resuscitare il desiderio nell’altro, sempre ovviamente che l’interesse ci sia ancora.

Può succedere che una coppia, anche se ancora innamorata, possa smettere di avere rapporti sessuali? E che magari l’uno o l’altro si accusino a vicenda di non farne, ma entrambi vorrebbero averne? 

 Si, succede molto spesso. Soprattutto quando la coppia smette di comunicare i propri desideri ed esigenze. E spesso accade anche che, uno dei due partner accusi l’altro di non voler prendere mai l’iniziativa, e magari le poche volte che hanno il rapporto questo non è soddisfacente. Così entrambi si chiudono in un cerchio di incomprensione ed ovviamente il sesso è la prima cosa che va male. Se la coppia non decide di affrontare questo aspetto, può succedere che semplicemente smettono di parlarne, e magari si accontenta di sporadici e insoddisfacenti rapporti sessuali.

 Vi racconto un caso.

Una coppia sposata da 12 anni. Quando i figli sono cresciuti, hanno iniziato ad avere problemi nella loro sfera sessuale. Lei accusava lui di non prendere mai l’iniziativa; lui accusava lei di ritrarsi quando la cercava. In realtà è successa una cosa frequente in molte coppie, quando i figli crescono e la coppia si trova ad avere di nuovo del tempo per sé, non sa più come fare, non sanno cosa dirsi, perché quel tempo era sempre dedicato ai figli piccoli. Anche qui si tratta di ritrovare il giusto equilibrio comunicativo, dichiarare apertamente ciò che si vuole. Come al solito il dialogo sincero ed aperto è la medicina migliore!

Quando i figli crescono e diventano indipendenti, uscendo di casa lasciano un vuoto nei genitori. La coppia si trova pertanto da sola insieme dopo tanti anni. Cosa si fa? Dove andiamo? Di cosa parliamo? È questo che spaventa più di tutto: il silenzio. La coppia da quando è diventata genitore si è dimenticata di essere coppia! E l’uscita dei figli costringe in qualche modo il papà e la mamma a ricordarsi che sono anche marito e moglie.

Se non c’è mai stato dialogo questa è finalmente l’occasione per trasformare il rapporto di coppia stesso. Parlate. Apritevi. Scoprite insieme nuovi interessi comuni. Scoprirete quanto è bello stare insieme.

Patrizia Marzola
Psicologa - Fidenza

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Come superare la crisi di coppia

Come costruire il benessere di coppia

Rapporti di coppia che si trascinano. Amore o abitudine? 

Come superare la crisi di coppia

Nel tempo determinate sensazioni si possano assopire, la passione dei primi momenti forse a volte si attenua, ma questo non significa che scompaia. Quando il sentimento che lega la coppia è profondo basta veramente poco per riaccendere passione e desiderio. Si riparte dal riprendere le piccole attenzioni verso il partner, qualche coccola in più, condividere attività e interessi, insomma ritrovare il piacere di vivere momenti intimi e di condivisione con il partner.

E quando uno dei  due dà la colpa all’altro del mancato entusiasmo?

Quando iniziano ad entrare nel rapporto delle colpevolizzazioni, (lei dà colpe a lui o lui da colpe a lei), c’è un problema di coppia.  È un segnale, una piccola spia, forse da troppo tempo si danno troppe cose per scontato. Come ad esempio la presenza dell’altro e questo forse fa dimenticare quelle piccole ma importanti attenzioni che mantengono acceso il desiderio di entrambi. Ma non è solo questione di desiderio. Il partner può sentirsi rifiutato, quindi vede una conferma nel comportamento di trascuratezza da parte dell’altro.

Pensate a queste frasi: “Lui non mi guarda più”; “Lei non passa più tempo del tempo con me”; “Lui entra in casa e va nel suo studio senza nemmeno salutare me o i bambini”.

Quando le coppie decidono di andare in consulenza lo fanno perché hanno bisogno di capire come ritrovare il punto in comune da cui partire,  smettere di farsi accuse reciproche e ritrovare un sano dialogo che permetta loro di capire i reali sentimenti che li hanno fatto mettere insieme.

Di solito di cosa si accusano le coppie?

Le accuse riguardano sempre disattenzione, incomprensione e trascuratezza l’uno nei confronti dell’altra.  Trascurare i sentimenti e i bisogni dell’altro significa perdere di vista il concetto di coppia.
Stare insieme non significa non pensare più ai propri bisogni per dedicarsi solo all’altro, ma significa pensare sia a sé stessi e sia all’altro, un binomio di equilibrio.

Perché anche rinunciare completamente a se stessi è sbagliato, si rende il rapporto di coppia non equilibrato, prima o poi ci si stanca. Lo vedo in molte coppie questa stanchezza, soprattutto quando l’attaccamento di uno nei confronti dell’altro diventa morboso, si trasforma in una forma di possessione dove il compagno o compagna diventa una specie di proprietà personale, e così l’altro non può più fare niente, i sentimenti che si sviluppano in questo caso sono rabbia e sensi di colpa. 
Così insorgono sentimenti di gelosia estrema che immobilizza la coppia.

Qual è la soluzione alla crisi di coppia? Come possiamo fare per mettere a posto le cose con il partner e quindi capire se stiamo agendo bene?

Comunicare, dialogo aperto e sincero l’uno con l’altro. Esprimere sinceramente paure, desideri e bisogni. Se c’è un sentimento profondo che lega la coppia, allora questa comunicazione aperta e sincera può aiutare a mettere a posto le cose.

Spesso ciò che impedisce questo dialogo aperto è la paura, ad esempio paura di perdere l’latro, paura di perdere la fiducia, paura di rivelare se stessi. Per sconfiggere questa paura chiedete a voi stessi cosa volete, fate luce sul vostro obiettivo, una volta messo bene in chiaro con voi stessi, ciò che volete, vedrete che le azioni da intraprendere vi appariranno chiare.

Patrizia Marzola
Psicologa - Fidenza

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Dott.ssa Patrizia Marzola
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La coppia: matrimonio o convivenza

Come costruire il benessere di coppia

L’errore del cliché nel rapporto di coppia

La coppia: matrimonio o convivenza. Quando una coppia si sente tale? Da cosa dipende la scelta?

Quando la coppia si forma, dopo qualche tempo sente il bisogno di fare un passo in più, e la scelta verte tra due opzioni: il matrimonio o la convivenza. Spesso questa decisione è veicolata dalla presenza o meno di figli.

 Perché spaventa il matrimonio?

Il matrimonio può essere descritto come “una catena”, “un vincolo”, “un salto nel buio"," una limitazione alla libertà personale", una persona mi ha scritto: “ Ho paura del virus da matrimonio, di quella gabbietta mentale in cui sia la donna che l’uomo pare si sentano addosso dopo avere detto il SI”.

 Per forza poi spaventa, se viene così definito, chi ha voglia di sposarsi?

Inoltre è impressionante la quantità di divorzi e questo forse rafforza ancora di più la credenza che il matrimonio sia un passo difficile pieno di ostacoli.

Se un membro della coppia che convive fa la fatidica domanda “ci sposiamo?” può nascere una crisi. Che è determinata dalla concezione di terrore verso il matrimonio. È un problema legato all’impegno? Alle responsabilità? Ci si sente non più liberi? È legato alla paura di invecchiare?

 Quindi come arrivare ad una decisione senza compromettere la qualità del rapporto di coppia?

È necessario che la coppia si chieda “Come stiamo insieme?”, “Come risolviamo i nostri problemi?”, “Tra noi c’è dialogo?”, ma soprattutto è bene che la coppia si confronti sulle convinzioni che il singolo ha sul matrimonio.

Se la qualità del rapporto è buono (compreso di alti e bassi, chi non ne ha??!), se c’è equilibrio ed armonia la coppia può arrivare ad una decisone sana e consapevole, sia che decida per il matrimonio sia che decida per la convivenza.

La soluzione è sempre il dialogo: parlatene apertamente, spiegate al partner a cuore aperto il vostro punto di vista, il motivo per cui, per voi è importante sposarsi, e mettete a confronto i vostri punti di vista, questo "dibattito" vi aiuterà senz'altro a prendere una decisione senza compromettere la qualità del vostro rapporto di coppia.

La mancanza di comunicazione può essere uno dei fattori che porta al divorzio?

Si, può essere uno dei fattori. Ovviamente non è certo solo questo. Perché ogni coppia ha la sua storia. Se intendiamo la comunicazione di coppia come: complicità, come scambio, dibattiti e confronto la possiamo vedere come un ingrediente fondamentale di un sano rapporto di coppia.

Quando lo scambio viene sostituito da continue discussioni, da ripicche, da piccole vendette, ci si chiude in se stessi. Si allontana l’altro. Si fa di tutto per fuggire da questo malessere. Si arriva addirittura a trattare male il partner.  Pur vivendo insieme la coppia conduce vite separate. non trova più la gioia di passare del tempo insieme. E questo indipendentemente dal fatto che ci possa essere una relazione extraconiugale.

Lo sottolineo perché non è sempre vero che la coppia si divide perché arriva un altro partner. Spesso la coppia è già divisa.

Da cosa dipende il fatto che il matrimonio faccia così paura?

Il Matrimonio è uno stereotipo sociale, cioè, la società impone uno stile/modello di vita che deve essere uguale per tutti: si nasce, si cresce, ci si sposa, si hanno figli, punto!

Il matrimonio è visto come la norma, la regola.

Soprattutto nelle comunità più piccole la convivenza non viene accettata perché erroneamente, viene intesa come un modo meno "serio" di stare insieme.

Le regole, i vincoli, le norme hanno in sé un significato di obbligatorietà, e chi non vi aderisce viene multato, incorre in sanzioni sociali. Allora, se pensiamo al matrimonio come ad una regola a cui adeguarsi, da seguire, con questo spirito penso sia naturale averne paura.

Ma chi ha detto che l'amore e la famiglia per costituirsi hanno bisogno di un certificato?

Il matrimonio rappresenta anche un sogno in ognuno di noi: Quante volte si sogna l'abito bianco? Quel fatidico giorno in cui la sposa è protagonista assoluta?

A volte capita che desideriamo il matrimonio perché ci piacerebbe vivere quel sogno romantico, ed è fantastico, ma è solo un giorno, invece l'amore, l'equilibrio, la complicità, la magia, anche nelle discussioni e i piccoli grandi problemi quotidiani, rendono speciale ogni  giorno.

Cosa rende un matrimonio felice?

 Credo che la prima cosa dipenda dalla mentalità. Cioè non considerarlo come un dovere morale, ma come una realizzazione della coppia. Pensare che sposarsi non è indossare una catena, convivere o sposarsi, in realtà non fa nessuna differenza, c’è solo un certificato, documento in mezzo, ma questo non interferisce con l’amore e l’intenzione della coppia che vuole stare insieme. Voglio dire, al di là del significato religioso del matrimonio, quando la coppia arriva a questa decisione in modo consapevole e naturale, il fatto di essere sposati è anche divertente.

 Quando la coppia va in crisi?

 È necessario che ritrovi gli obiettivi comuni, se non ci sono più obiettivi comuni è difficile che la coppia riesca a stare insieme in armonia. La soluzione? Parlare, apertamente l’uno con l’altro, esprimere i propri pensieri, senza accusarsi a vicenda, ma dirsi apertamente ciò che si prova e cosa si pensa. Quali sono i bisogni e i desideri.

A volte succede che la routine faccia dimenticare le piccole attenzioni, che in realtà possono essere importanti per uno dei partner, quindi sensibilità e attenzione verso l’altro.

Io suggerisco sempre di mettersi nei panni dell’altro, solo così si può capire cosa prova davvero il partner, sue emozioni e stati d’animo. Questo si chiama Empatia. Una dote, una qualità che tutti noi possiamo affinare, potrà portarci solo a grandi benefici.

Patrizia Marzola
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Cosa rovina il rapporto di coppia? Il benessere di coppia

Come costruire il benessere di coppia

L’errore del cliché nel rapporto di coppia

Siamo circondati da articoli che sminuiscono e banalizzano tante situazioni di vita diverse. Alcuni addirittura vogliono rinchiudere uomini e donne in gabbie chiamate schemi o copioni che seguono.

Io credo invece nell'individualità. Ognuno di noi, uomini e donne, siamo il frutto delle nostre esperienze, che ci hanno inevitabilmente forgiato, e forse a volte condizionato.

Ma non diamo la colpa sempre alla nostra infanzia, o ai genitori, o alle persone sbagliate incontrate, che senso ha fossilizzarsi sul passato, quando esso è già passato quindi, non più essere modificato?

Ciò che possiamo fare noi per il nostro benessere è leggere in chiave diversa tutte le nostre esperienze, ed imparare da esse.

 Vediamo alcuni cliché :

I Cliché: Le donne fanno sempre un sacco di errori in amore. Si dice che mettono in atto sempre gli stessi copioni. La seduttrice, l’amazzone; La mangia uomini; la frigida. Si tratta di comportamenti che seguono uno schema determinato e che portano alla fine della relazione.

Davvero? Credete a questi cliché? Luoghi comuni?  Ma è davvero sempre così? Perché la responsabilità degli errori è sempre attribuita alle donne e mai agli uomini, e mai invece alle circostanze più in generale?
Prendiamo l’esempio della coppia sposata da diversi anni che, ad un certo punto perde entusiasmo nel rapporto a due. A questo punto le cose possono cambiare. Inizia la caccia al colpevole. È stato lui. È stata lei. Ci si colpevolizza a vicenda, mettendo in scena un’altalena in cui la relazione è alternata da litigi oppure lunghi silenzi. Ma soluzione? È ancora lontana.

II Cliché: L’uomo non vuole sposarsi perché vede il matrimonio come una catena.

Anche questo è un vecchio luogo comune. Se fosse davvero così non dovrebbero esserci più matrimoni, invece da maggio a ottobre le nostre strade sono costellate da allegri cartelli “Oggi sposi”.

Ho un amico che aborrisce il matrimonio. Spiegando i suoi perché, si capisce che è una persona sola, che gli manca un rapporto a due. La gente di lui si stanca presto perché non prende mai niente sul serio, ironizza su tutto, parla male di tutto, e tratta tutti senza rispetto. Prevalgono in lui: invidia, rabbia e solitudine. Insomma con tutto questo rancore in corpo, come può dare spazio a sentimenti di amore o di amicizia sincera?

III Cliché: Matrimoni che finiscono perché lei non dà più attenzioni all’uomo. Così l’uomo va in cerca di un’amante, è giustificato perché è trascurato. Ma se lo fa la donna non è perdonata dalla società.

 Questo è un cliché che fa arrabbiare molte persone! Chi come me, si occupa di consulenza di coppia, può vedere da vicino come ognuno è alla ricerca della soddisfazione di bisogni primari, e solo nella misura in cui questi bisogni non sono soddisfatti si ricerca altro.

Questo dimostra che i cliché sono veri solo quando le persone vogliono dare spiegazioni semplici a situazioni più complesse, che comportano investimento di energia.

Per capire il proprio partner serve un piccolo sforzo. Individuare le reali esigenze e richieste significa dedicare tempo all’altro, con ascolto, con attenzione, con pazienza.

 Il segreto del benessere di coppia?

Non so se ne esiste uno, ma io credo nella comunicazione e nella condivisione, quando questi elementi ci sono, allora la coppia può prendere tutte le decisioni in modo sereno, ed affrontare le conseguenze in modo consapevole, libero dai sensi di colpa.

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Internet e il rapporto di coppia

La comunicazione all'interno della coppia

Incontri su internet. La rete può rovinare la coppia? 

Internet e amore

È facile dare la colpa ad agenti esterni quando una coppia manifesta delle criticità. Invece di accusare come al solito internet andiamo a vedere all'interno della coppia. Spesso internet diventa un rifugio per riempire spazi vuoti, spazi che dovrebbero essere colmati da comunicazione e da condivisione. Chiediamoci il perché si passa più tempo a giocare su internet, invece che, passare il tempo con il proprio partner. Capisco che non sia facile affrontare certe verità ma, ritrovare il proprio benessere, a volte, può esigere di guardare in faccia la realtà.

Una serie di domande e risposte che possono offrire spunti di riflessione. Non sono verità assolute ma provocazione che spero siano per te lettore un modo per prendere consapevolezza del tuo rapporto di coppia.

DOMANDA: Perché le persone si rifugiano su internet? 

I motivi sono diversi: o per noia nel proprio rapporto coppia, o per i nuovi interessi che nascono da Internet. Come il gioco (ad esempio video poker o altri giochi virtuali), altre volte per cercare nuove emozioni erotiche che rimangono comunque, solo virtuali vissute sullo schermo. Forse è un modo per scappare da una realtà che non piace. Una modalità per evitare discussioni, liti e confronti. Così si fa spazio tar la coppia silenzio e incomprensione, che vanno ad alimentare il conflitto e i problemi di coppia.

DOMANDA: È vero che c’è poca comunicazione all'interno della coppia? E soprattutto nei giovani?

Io credo che il problema sia da leggere in altri termini, cioè che sono cambiati i mezzi a disposizione per comunicare.  Internet e cellulari hanno reso la comunicazione più stereotipata veloce e dinamica, le mail ma soprattutto i messaggini sono diventati purtroppo gli unici mezzi attraverso comunicare. Già si parla poco in famiglia perché la tecnologia ha preso il posto degli scambi relazionali, anche a cena la tv è accesa. A volte è l’unico momento della giornata in cui ci si vede e invece di raccontarsi, l’attenzione è volta da un'altra parte.

DOMANDA: Quindi dovremmo smettere di guardare la tv? 

Ma certo che no, dico solo di non dare la colpa solo alla tecnologia se i rapporti e le relazioni interpersonali sono diventati più sterili e più poveri. Stimolo ad una riflessione consapevole che è questa, chiedersi: quanta voglia ho di condividere con quella persona i miei interessi?

Dobbiamo essere consapevoli che il modo di costruire i rapporti interpersonali è cambiato. È cambiato il modo di comunicare. Computer, telefono ci permettono di nasconderci dietro ad un filtro, che come tale, filtra le nostre stesse emozioni, e questo ha trasformato le persone in incompetenti sociali. Non siamo più in guardo di trovarci nuovi amici con facilità. Ci sembra tutto più difficile. Si è perso il senso del creare gruppo.

Faccio un esempio, ogni volta che vado a mio corso di aggiornamento guardo sempre a come si costituiscono i gruppi. Le persone che parlano tra loro è perché già si conoscono. E questi gruppi per-costituiti non hanno interesse a far entrare un elemento nuovo nel proprio gruppo.

Esempio: come si fa ad entrare in un gruppo nuovo?

Due fattori: il nuovo membro deve avere la voglia di entrare. Ed essere consapevole dei segnali di apertura (sorriso, volgere lo sguardo verso chi parla, stare in ascolto …); i membri del gruppo precostituito devono avere la voglia e l’interesse di far entrare una persona nuova. E ne permettono l’ingresso se aprono il cerchio e invitano, attraverso il linguaggio del corpo, il nuovo elemento. E quando parlano rivolgere o sguardo anche al nuovo ingresso.

Ma, nella realtà questo non avviene mai. Nemmeno da parte dei docenti. Figuriamoci quindi i partecipanti!

Ecco, e nella vita sociale succede esattamente la stessa cosa.

Quindi non c’è da stupirsi se i rapporti di coppia sono diventati più sterili, e ci si rifugia su internet per trovare conforto e nuovi stimoli.

Patrizia Marzola
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