Stress Lavoro Correlato

Come combatterlo. La forza della resilienza

Stress Lavoro Correlato

Definizione di stress lavoro correlato

Questo termine è diventato familiare alle aziende quando il D.lgs 81/2008 la legge sulla salute e sicurezza sul lavoro ha obbligato al datore di lavoro di effettuare la Valutazione del Rischio dovuto dallo Stress che nasce sul lavoro.

Lo stress lavoro correlato viene descritto all'articolo 3 dell'Accordo Europeo dell'8 ottobre 2004 così come recepito dall'Accordo Interconfederale del 9 giugno 2008 - quale condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o aspettative riposte in loro (art. 3, co. 1).

Nell'ambito del lavoro tale squilibrio si può verificare quando il lavoratore non si sente in grado di corrispondere alle richieste lavorative.
Tuttavia non tutte le manifestazioni di stress sul lavoro possono essere considerate come stress lavoro correlato.
Lo stress lavoro correlato è quello causato da vari fattori propri del contesto e del contenuto del lavoro.

Ma come avviene la Valutazione del rischio stress-lavoro correlato?

Io mi occupo di stress e di stress lavoro correlato da molti anni, e la prima difficoltà per la valutazione oggettiva (cioè determinare quali fattori presenti all’interno dell’ambiente di lavoro possono causare stress) è quella di identificare se la fonte dello stress è effettivamente al’interno del luogo di lavoro oppure, proviene dalla vita privata.
Questo perché lo stress è una componente che dipende dal personale e soggettivo modo di valutare la situazione. Così pertanto, una stesa situazione può causare un forte fonte di stress per una persona ma per un’altra invece può rappresentare una sfida.

Pertanto la valutazione del rischio stress lavoro correlato si articola in tre FASI principali:

Fase 1: Valutazione indicatori oggettivi di stress al lavoro (compilazione della check-list). E’ una valutazione preliminare che consiste nel rilevare gli EVENTI SENTINELLA (es. indici infortunistici, assenze per malattia, trnover ..); I FATTORI CONTENUTI DEL LAVORO (es. ambiente, carichi e ritmi di lavoro ..); I FATTORI DI CONTESTO DEL LAVORO (es. ruolo, autonomia decisionale, controllo…).

Fase 2: Identificazione della condizione di rischio e pianificazione delle azioni di miglioramento

Fase 3: Valutazione percezione dello stress al lavoro dei lavoratori, attraverso compilazione di questionari di percezione, analizzati in modo aggregato. In genere io questo tipo di valutazione soggettiva l’articolo in due momenti che possono essere colloquio individuale e somministrazione di questionari che hanno l’obiettivo di identificare i reali ed oggettivi fattori di stress vissuti dalla persona come tali.

Alla conclusione della fase preliminare si possono presentare due diverse situazioni:

NON EMERGONO ELEMENTI RISCHIO tali da richiedere il ricorso ad azioni correttive, il datore di lavoro sarà unicamente tenuto a darne conto nel Documento di Valutazione del Rischio (DVR) e a prevedere un piano di monitoraggio con la verifica nel tempo, la VALUTAZIONE TERMINA.

EMERGONO ELEMENTI DI RISCHIO da stress lavoro-correlato si procede alla pianificazione ed alla adozione degli opportuni interventi correttivi e alla successiva rivalutazione per verificare l’efficacia.

Alla verifica di efficacia delle azioni correttive si possono presentare due diverse situazioni:
1. Gli interventi correttivi si rivelano efficaci LA VALUTAZIONE TERMINA
2. Gli interventi si rivelano inefficaci, si procede con la VALUTAZIONE APPROFONDITA

Stress lavoro correlato diagnosi e gestione del rischio psicosociale

Indicatori di stress nelle persone

  • Reazioni emotive (irritabilità, ansia, disturbi del  del reazioni emotive (irritabilità, ansia, disturbi del sonno, depressione, ipocondria, alienazione, sonno, depressione, ipocondria, alienazione, spossatezza, problemi relazionali con la famiglia)
  • Reazioni cognitive (difficoltà di concentrazione, perdita della memoria, scarsa propensione all’apprendimento di cose nuove, ridotta capacità decisionale)
  • Reazioni comportamentali (abuso di sostanze stupefacenti; alcol o tabacco, comportamento distruttivo)
  • Reazioni fisiologiche ( problema alla schiena, indebolimento del sistema immunitario, disturbi cardiaci, ipertensione)

Indicatori di stress in azienda

  • Alto tasso di assenteismo
  • Frequente avvicendamento o turn over del personale
  • Elevata rotazione di turni e cambi mansione
  • Problemi disciplinari
  • Conflitti interpersonali (comprese molestie di natura psicologica)
  • Lamentele frequenti da parte dei lavoratori
  • Riduzione della produttività
  • Errori ed infortuni
  • Aumento di costi d’indennizzo o di spese mediche

Principali effetti dello stress nel lavoro

Fonti di stress intrinseche al lavoro: ruolo riorganizzazione, sviluppo di carriera, struttura e clima organizzativo. Posso provocare ansia e altri stati emozionali di tipo negativo.

Possono dare:

  • Disturbi psicosomatici
  • Disturbi psicologici e comportamentali
  • Disturbi psicosociali

Chi colpisce lo stress?

Lo stress sul lavoro può colpire: Chiunque a qualsiasi livello. Qualsiasi settore. Aziende di ogni dimensione.

Lo stress influisce:

  • sulla salute e la sicurezza delle singole persone
  • sulla salute delle imprese
  • sulla salute delle economie nazionali

Lo stress può mettere in pericolo la sicurezza sul luogo di lavoro e contribuire all'insorgere di altri problemi di salute legati all'attività lavorativa (ad esempio: quali i disturbi muscolo-scheletrici).

Lo stress incide in misura massiccia sul risultato economico di un’organizzazione.

Cosa può fare l’azienda per affrontare e risolvere lo stress nell'ambiente di lavoro.
L’aiuto dello psicologo

  • Agire sulla comunicazione per migliorare le relazioni interpersonali.
  • Far emergere i conflitti fra le persone.
  • Affrontare i conflitti

Guarda i miei casi aziendali

Come superare la stress

Il concetto di Resilienza

Il concetto di stress, capacità di reagirvi, autostima, motivazione  ⇒ RESILIENZA

Lo stress è una componente importante per il nostro benessere

Si! Lo stress non è solo negativo ma è anche positivo perché ci permette di avere la “carica” per affrontare: sfide, nuove situazioni, problemi legati alla vita quotidiana.

Lo stress è anche un processo finalizzato ad un migliore adattamento all’ambiente e quindi come stimoli necessari ad una reazione di adattamento.

Da qui strategie di coping: To cope  significa “far fronte”, “tener testa a” comporta una serie di tentativi per fronteggiare gli eventi considerati difficili o comunque superiori alle proprie capacità. Quindi si azionano personali e soggettivi meccanismi di difesa che consentono al soggetto di fronteggiare situazioni pericolose.

Perché può essere positivo?

Tutto dipende dalla nostra personale valutazione e dalle risorse interne ed esterne a noi che riusciamo ad attivare.

EU-STRESS ⇒ SI, CONTROLLO L’EVENTO ⇒ stress positivo ⇒ motivazione  autostima: sto bene!

DI-STRESS ⇒ NO, NON CONTROLLO L’EVENTO  stress negativo  non ho la forza di affrontarlo perché ne ho paura  inibizione l’evento mi schiaccia  mi fa sentire debole e vittima degli eventi  sto fermo, non faccio  de-motivazione  ansia  perdita di autostima

BIOLOGIA + EMOZIONI + PENSIERI = STRESS

Che, in base al significato che noi diamo all'evento, alle nostre specifiche caratteristiche di personalità, alle nostre convinzioni di efficacia nel far fronte all'evento, lo possiamo vivere come  Eu- Stress o Di-Stress.

EVENTO ⇒ EMOZIONE ⇒ RISPOSTA ATTACCO o FUGA:

E' un riflesso adattivo che permette all'individuo di fornire risposte a stimoli percepiti come pericoli attivando così processi corporei necessario all'attacco o alla fuga. In questo senso lo stress è necessario perché ci permette azioni utili alla nostra sopravvivenza. Quindi determina le nostre azioni. È solo attraverso le azioni che si aumentano le capacità di fronteggiare lo stress (COPING).

Succede questo:

Se un EVENTO viene interpretato come PERICOLOSO avviene l’attivazione fisiologica.

  • COGNIZIONE:  valutazione della situazione. C’è pericolo? Riesco a gestirlo?
  • L’EMOZIONE: opportunità, sfida, paura?

Il nostro corpo lavora per mantenere un equilibrio interno detto OMEOSTATICO quindi ci saranno situazioni per cui un certo grado di attivazione è fondamentale per la buona riuscita dell’impresa stessa.

Pertanto  stress e ansia ci aiutano nell’impegno per l’esecuzione e il fronteggiamento.

È per questo motivo che è fondamentale l’atteggiamento mentale: le parole che diciamo a noi stessi influenzano e condizionano le nostre emozioni e le nostre azioni.

Ecco spiegato perché il concetto di resilienza è strettamente legato a quello di autostima. 

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