Categoria: Problemi di coppia

Sindrome premestruale. L’aiuto del compagno

Sindrome premestruale quale aiuto per la donna

Ormoni e Comportamento

Ormoni, Umore, Comportamento. Come dare aiuto

Ormoni e psiche: quanto della vita psichica femminile è condizionato dagli ormoni sessuali?

 Gli ormoni influenzano il comportamento umano. L'effetto degli ormoni nella donna. Cosa succede?

 Le fluttuazioni degli ormoni sessuali condizionano il funzionamento dei neurotrasmettitori, attraverso i quali le cellule comunicano tra loro. Determinando così importanti cambiamenti nella donna condizionando così, il suo umore e la sua attività cognitiva.

 In particolare in 3 momenti:

1) Fase premestruale (qualche giorno prima del ciclo mestruale)

2) Il periodo di tempo che riguarda il parto e il ripristino delle condizioni normali degli organi genitali

3) Menopausa

Dunque ci sono ormoni che interagiscono sul nostro umore in modo diretto. Ci sono neurotrasmettitori che diminuiscono il livello di ormoni, ed è proprio questa variazione, che influenza l’umore della donna in modo negativo. Ne viene condizionato anche l'atteggiamento, più o meno positivo, rispetto agi eventi della giornata.

 È per questo motivo che ci si sente più condizionati e più inibiti nell'approccio con l’altro sesso in certi periodi. Perché questi sbalzi di umore influenzano anche i  comportamenti, e dunque anche la sessualità può soffrirne. Nel senso che ci si può sentire più timidi ed inibiti. Ne risente anche la  capacità di interagire con gli altri con più brio. Malumore, disagio, timidezza, possono chiudere in sé stessi, precludendo così  la possibilità di essere spontanei, così per la paura di fare brutta figura, si evita l’approccio con l’altro sesso.

Un aspetto uguale per uomini e donne è che La sessualità coinvolge influenze biologiche, psicologiche, sociali e culturali ed è l’espressione fondamentale dell’essere umano. Essa comprende una vasta gamma di sensazioni, emozioni, sentimenti ed affetti. La sessualità è, infatti, relazione, comunicazione e piacere.

 La sindrome premestruale

La sindrome premestruale è un disagio comune per le donne. Ma può colpire con tale violenza da scombussolare la vita in famiglia e al lavoro. Intervenire si può e si deve. Per non incrinare i rapporti con gli altri.

Cos’è la sindrome premestruale? 

 Circa il 70% delle donne ne soffre in modo lieve o medio. In questi periodi la donna è irritabile, nervosa, malinconia, può avvertire gonfiore addominale. Soffrirne a livelli lievi, significa che non interferisce in modo significativo con la vita quotidiana.

Però in pochi casi, le ricerche parlano di un 3-8% delle donne, può essere un problema grave perché va ad interferire con il normale svolgimento della vita della donna. Ecco qui c’è bisogno di un esperto e magari ricorrere a qualche farmaco, su consiglio medico.

Quindi, prima di parlare di problema o di malattia è necessaria un’accurata diagnosi, proprio perché bisogna vedere la persistenza dei sintomi. Non facciamoci prendere da paure infondate, meglio sempre chiedere un parere di un esperto che può aiutarci a capire.

Quali sono i sintomi della sindrome premestruale?

Si parla di sindrome perché comprende più sintomi.

 Sintomi psichici: irritabilità, aggressività. Ci si può sentire depressi, ansiosi, impulsivi. Si può essere vulnerabili alle crisi di pianto. Cefalea, difficoltà di concentrazione.

 Sintomi comportamentali: disturbi del sonno (sia insonnia che ipersonnìa), variazioni marcate dell’appetito con “bisogno” di cibi dolci o salati, evitamento  sociale, modificazioni del desiderio sessuale e della sessualità.

Come aiutarsi per capire?

Io consiglio alla donna di tenere un diario sintomatologico, che parta dal primo giorno di un ciclo, fino al successivo, annotando, quando ci siano, i sintomi principali e la loro gravità (lieve, media, grave, invalidante). In questo modo il ricorso al medico sarà agevolato da questa precisione diagnostica sia temporale, sia sintomatologica.

 Come affrontare bene la sindrome premestruale?

Per affrontarla bene bisogna agire a più livelli, da integrare a seconda della sua gravità.

Agire sempre sullo stile di vita: con movimento fisico regolare, per scaricare attivamente le tensioni; rispettare il sonno per ridurre l’irritabilità; limitare il sale nell’alimentazione, preferendo cibi freschi. Bene anche integratori quali il magnesio, il calcio e la vitamina B6.

In presenza di agitazione, disturbi o fluttuazioni dell'umore, ansia e stress una psicoterapia può rivelarsi efficace nell'affrontare le diverse reazioni. Le abilità di fronteggiamento imparate son un valido aiuto per ripristinare il benessere psico-fisico.

Quali farmaci?

Nelle forme più impegnative, il medico potrebbe prescrivere gli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI) che va ad agire su questo neurotrasmettitore aiutandolo così a regolare gli ormoni responsabili degli sbalzi dell’umore.

Comunque è sempre meglio lasciarsi guidare dal parere professionale del medico, che valuterà il farmaco adatto per il singolo caso. Quando si parla di assunzioni di farmaci è sempre importante non fare di testa propria, ma affidarsi al medico. I farmaci agiscono secondo processi che non hanno nulla a che fare con le effettive cause della depressione.

In presenza di disturbi dell'umore, ansia o stress una psicoterapia aiuterà ad affrontare i momenti più critici.

 Che cosa può fare il marito /compagno e i famigliari per aiutare la donna con sindrome premestruale?

 Sicuramente essere sensibili e avere pazienza. La sindrome premestruale è uno “scombussolamento ormonale” molto forte, e questo crea difficoltà a mantenere il controllo sulle reazioni. Mi rendo conto che non sia facile da capire, però i famigliari devono imparare a rendersi conto che non è un problema inventato.

 Ecco qualche consiglio pratico per la famiglia:

  1. non banalizzare e non contro-aggredire (anche se non è semplice!);
  2. aiutare la vostra compagna di più in casa in quei giorni, farla sentire capita;
  3. invitarla a rivolgersi al proprio medico o al ginecologo di fiducia, o a uno psicologo;
  4. incoraggiarla a seguire scrupolosamente i consigli di stile di vita e terapeutici;
  5. comprendere che questi sintomi sono anche una richiesta di attenzione e di aiuto, pertanto la famiglia potrà prepararsi a rispondere in modo affettuoso.

In ogni caso accettazione, comprensione e pazienza e qualche coccola in più aiuteranno la vostra compagna a superare questi giorni in modo più sereno, con un notevole vantaggio anche per voi. Un po' di allenamento all'empatia può aiutare i compagni uomini a sostenere al meglio la propria donna.  Cioè mettetevi nei suoi panni. Cosa provereste voi se foste al suo posto? Come vi comportereste se un uragano di ormoni vi stravolgesse? 

Mi rendo conto che per il genere maschile capire questi problemi sia difficile, ma potete vederne l'effetto osservando la vostra donna, quanto sta male in quei giorni delicati. Aiutatela sostenetela. Non criticatela, no avvilitela con le accuse. Nella coppia il dialogo è fondamentale, anche durante la sindrome premestruale.

Dott.ssa Patrizia Marzola
Psicologa - Fidenza

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Dott.ssa Patrizia Marzola
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Il mio studio a Fidenza (Pr) in Vicolo Zuccheri, 11

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Calo del desiderio sessuale

Domande e risposte per aiutare la coppia a superare i problemi di sesso

Disturbo da desiderio sessuale Ipoattivo

Il partner non prende l’iniziativa sessuale ma è recettivo, quindi se stimolato adeguatamente accetta l’offerta sessuale. Il basso desiderio può dipendere dalla coesistenza di un’altra patologia che lo induce.

Ad esempio

Un uomo con disturbi dell’erezione piuttosto che etichettarsi come “impotente” potrebbe inconsciamente preferire l’idea di non avere desiderio.

Un caso differente è quello in cui l’assenza del desiderio è il disturbo primario e può manifestarsi, ad esempio, con la difficoltà di raggiungere l’orgasmo.

La mancanza di libido può anche essere sintomo di depressione, sarà dunque prioritario il trattamento di quest’ultima. Raramente le cause possono avere natura medica.

Nella donna possono prospettarsi le seguenti situazioni:

- ablazione delle ovaie in seguito ad isterectomia e assenza di terapia ormonale adeguata
- eccesso di estrogeni, come conseguenza dell’assunzione della pillola (anche se quelle attuali ne contengono dosi inferiori).

Nell’uomo: 

- carenza di testosterone (raro).

Il calo del desiderio, infine, può dipendere anche dall’assunzione di farmaci o dall’abuso di droghe.

E’ fondamentale dunque operare un’attenta analisi per comprendere ed individuare la causa scatenante, quindi il disturbo primario ed applicare il trattamento più adeguato, il vostro medico saprà sicuramente indicarvi quello più adatto per voi.

Le cause del calo del desiderio sessuale

Il basso desiderio sessuale che si può sperimentare può dipendere sia da fattori individuali cioè legati a processi riguardanti anche uno solo dei due partner, oppure, cause relazionali che dipendono dal tipo di relazione costruita dalla coppia.

Fattori individuali

Quando si parla di comportamento sessuale bisogna considerare le convinzioni che ognuno di noi ha verso il sesso.
Un’educazione sessuale rigida, di origine religiosa, oppure, paura di rimanere incinta, o di perdere la stima del partner, o ancora, la paura di perdere il controllo di sé, di lasciarsi andare. Per alcune persone è estremamente importante mantenere il controllo emotivo in ogni situazione, così vivono male il rapporto sessuale.

Ci sono individui che non sono interessati agli aspetti ludici della sessualità e sono incapaci di esprimere in modo manifesto le emozioni.

Altre volte il calo del desiderio sessuale potrebbe essere legato alla preoccupazione dell’invecchiamento, l’individuo non si vede più piacente e pertanto, ritiene che, non può più essere oggetto di desiderio sessuale per il suo partner.

Altri fattori che determinano il calo del desiderio potrebbero essere legati allo stile di vita. La mancanza di tempo libero, il lavoro, la cura dei figli, attività che risucchiano il tempo fisico ed emotivo che non lasciano lo spazio ad attività che vengono considerate meno importanti, come ad esempio il sesso.

Parliamo ora delle cause relazionali

Molte coppie si chiedono come mai dopo qualche tempo il desiderio sessuale cala.
Questo può essere legato a moltissimi fattori: noia, risentimenti, incapacità da parte di un partner di suscitare eccitamento, o mancanza di fantasie sessuali che rendono routinario l’atto sessuale e molti altri fattori che possono interferire nel rapporto sessuale.

Mi arrivano continuamente domande che riguardano questo aspetto, ma le risposte le possono trovare solo i partner:
- C’è attrazione?
- C’è complicità?
- C’è sufficiente confidenza da chiedere al partner cosa ci piace di più?
- C’è un altro partner che potrebbe deteriore l’armonia della coppia?

Non esiste una formula chiara e semplice che possa spiegare in modo lineare l’eziologia di questo problema, in realtà la soluzione la possiamo trovare aprendo le porte ad un sincero ed aperto dialogo. E se da soli non riuscire potreste trovare un valido aiuto nella terapia di coppia 

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Come vincere la paura di rimanere da soli in amore

Paura di rimanere soli in amore

Amore o Dipendenza Affettiva?

Come vincere la paura di rimanere da soli in amore?
Quale forza misteriosa obbliga uomini e donne a sottomessi ad un amore non ricambiato?

Nella mia pratica clinica incontro persone determinate, intelligenti, piene di vita,  ma, che in amore, si sentono talmente vittime di sé stesse, da sottomettersi ed accettare qualunque tipo di rapporto, pur di non rimanere soli.

Allora chiudono gli occhi di fronte ai tradimenti, alle mille bugie, ai comportamenti incoerenti e scorretti. Innalzano ad idolo questo partner bugiardo (uomo o donna, uso il maschile per semplicità di linguaggio). Parlo di idolo, perché anche di fronte ai fatti si chiudono occhi, si tappano le orecchie e la bocca dice cose che la mente sa non essere vere, ed il cuore ne riconosce la profonda tristezza e umiliazione. 

Ci si trasforma in dipendenti affettivi. La convinzione se senza l'altro non si può vivere.

MA L’ENERGIA PER RIBELLARSI MANCA.  
Così, vince con tutta la forza quel brutale detto “Meglio male accompagnati che soli”. 

MA PERCHÉ LA SOLITUDINE FA TANTA PAURA?

  • Forse paura di non riuscire a sostenersi moralmente, mentalmente ed economicamente?
  • È forse la paura di non sentirsi completi senza l’altra metà della mela?
  • Quando chiedo: " Di cosa hai paura? "

 Le risposte vanno dal: ho paura del buio, degli insetti, non posso gestirmi da sola/o, non devo essere single, devo farmi una famiglia, devo stare con lui/lei altrimenti la mia vita non vale nulla.

Poi si passa ai dinieghi: ma non è vero lui/lei non mi tratta male; ma è normale che sia sempre fuori è sempre al lavoro; è un suo diritto stare con gli amici; non è vero non mi trascura, è solo impegnato/a.

 Davvero? O sono bugie perché la verità farebbe troppo male?

 Prova ad ascoltarti e conta quanti DEVO, NON POSSO, NON SONO CAPACE, MI È IMPOSSIBILE dici a te stessa/o.

 Prova a chiederti se:

  •  “HO mai provato a considerare me stessa/o in modo diverso?”
  • “Ho mai provato a guardarmi con occhi esterni, per avere la prova che davvero io NON POSSO NON SONO CAPACE?”
  • Mi sento in diritto di essere amata/o per me stessa/o?
  • Mi sembra di sentire beneficio dalle aggressioni verbali e (anche) fisiche che ricevo da questo rapporto non sano?

 Fallo per gioco e conta quanti SI e NO hai dato.

 Se tu rispondi dando sempre poca importanza a te stessa/a, sottostimandoti e sovrastimando l’altro. Allora sei vittima di de stessa/o. 

COME USCIRNE?

CONSAPEVOLEZZA ⇒  IO HO IL DIRITTO DI ESSERE AMATA/O

CONSAPEVOLEZZA ⇒  IO HO IL DIRITTO DI SENTIRMI RISPETTATA/O PRIMA DI TUTTO DA ME STESSA/O

CONSAPEVOLEZZA ⇒  POSSO CAMBIARE LA MIA VITA

 COME FACCIO?

 Non è una passeggiata. No, certo che non è facile, anzi ti dirò è un compito bello impegnativo. Ma difficile NON vuol dire impossibile. Ma la volontà ti mette già sulla buona strada, chiedi aiuto per raggiungere la consapevolezza; Lavora sulla tua fiducia in te stessa/o; Agisci per combattere l’ansia. In questo viaggio non sei solo. E’ un cammino meraviglioso più corto di quanto tu possa pensare.

 Credo fermamente a questo: PICCOLI PASSI, GRANDI, ENORMI, INCREDIBILI E MERAVIGLIOSI CAMBIAMENTI

  • Provaci: cosa hai da perdere? Nulla
  • Provaci: puoi scoprire una nuova sensazione di benessere

 Ti parlo con il cuore, perchè ho visto moltissime meravigliose persone riprendere in mano la propria vita.

 Io sono Patrizia Marzola l'autrice di questo articolo e di questo sito, che curo con tanto amore perché è il risultato di 13 anni di lavoro

Patrizia Marzola
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Stress di coppia

Come superare i conflitti- stress di coppia

Quanta fatica l’amore! La coppia: quanto stress?

I difficili rapporti di coppia! Cosa succede alla coppia, perché ad un certo punto scoppia? È sempre vero che le discussioni portano alla fine di un rapporto?

Bello l’amore, fantastico innamorarsi, all’inizio tutto è rosa e fiori, poi ad un certo punto qualcosa si incrina. Succede una cosa del tipo: Lei urla - lui tace. Lui urla - lei tace.

Ci si accusa a vicenda “Tu urli sempre”, l’altro risponde “Urlo perché tu non mi ascolti”. Così a queste sequenze seguono scomodi silenzi, imbarazzanti ripicche. La coppia si chiude nel silenzio della propria ostilità personale.

 Ma perché succede questo? C’è una causa scatenante?

Io credo di si. Credo che la stanchezza, lo stress, i tanti impegni, i problemi di vita quotidiana possano trasformare piccoli momenti negativi in feroci litigate che lasciano le persone senza fiato, stanchi di un circolo vizioso che si è creato ma che non si riesce a spezzare.

Così succede che l’unica soluzione che si riesce a trovare è chiudersi, ci si costruisce una vera barriera di silenzio che nessuno vuole spezzare perché l’alternativa sarebbero altre litigate, altre urla, così per il quieto vivere, si tende a sopportare in silenzio finché poi si scoppia!

 Anche la vita sessuale della coppia può risentirne?

Si certo, credo che sia il primo aspetto a risentirne. Quando la coppia è arrabbiata non lascia tempo ne spazio al desiderio sessuale. La sessualità è un ingrediente importante nella vita di coppia, è un altro modo di comunicare, un modo per i partner di avvicinarsi l’uno all’altro, ed anche un modo per scaricare energie e tensioni! Alcune coppie che usano il rapporto sessuale per chiudere una discussione: per far pace!

 Ma il sesso da solo, risolve i problemi della coppia?

 No, purtroppo da solo non basta. Se la coppia non riapre la volontà al dialogo i problemi rimangono nel sommerso, e, alla prima occasione scoppieranno di nuovo. I problemi hanno l’antipatica tendenza a riemergere, sempre!

 Come si fa a spezzare questo circolo vizioso?

 C’è un solo unico modo: il dialogo. Lo so certo, non è facile, perché spesso succede che i partner non hanno più la “pazienza di ascoltarsi”. Però assicuro che funziona. Se si ha la pazienza di riaprire i canali comunicativi si possono ottenere molte azioni.

 Ad esempio, ricordo una coppia simpaticissima che veniva da me, dove entrambi si erano chiusi nel loro cerchio di ripicche e piccole vendette. Quando ho chiesto il motivo di queste ripicche, scavando, loro hanno ammesso che lo facevano perché era l’unico modo per esercitare uno stimolo sull’altro, cioè per obbligare l’altro ad ascoltare.

Ma la rabbia non è uno strumento risolutivo, anzi purtroppo porta ad esagerare, e si finisce, spesso, col dire cose cattive che nemmeno si pensano!

È vero che l’attrazione sessuale verso il proprio partner può affievolirsi a causa della rabbia?

Si certo. Questo succede perché anche il sesso ha bisogno dei suoi tempi, e della sua “colonna sonora”, se alla base c’è la rabbia, lo stimolo sessuale può affievolirsi, può passare letteralmente la voglia di fare sesso con il proprio partner. Soprattutto per le donne, visto che per noi femminucce il rapporto sessuale è molto, anche , mentale, abbiamo bisogno di essere nella predisposizione mentale giusta, così da agevolare tutta la risposta sessuale nel suo completo!

 Le scuse “Ho il mal di testa” sono vere?

Sai spesso, purtroppo, il mal di testa è davvero reale, le tensioni continue con il partner e il malessere generale che esso porta può portare a fastidiosi mal di testa, che possono essere legati proprio allo stress, generato appunto dal continuo accavallarsi di energie negative che non trovano risoluzione.

 La medicina migliore, quella più efficace per la coppia, qual è?

 Cercare di capire cosa sta succedendo al proprio rapporto. Spesso queste tensioni continue sono rivelatrici di un rapporto che si è esaurito, obiettivi diversi, desideri e sogni che non sono più condivisi all'interno della coppia, così l’unico modo per stare bene è trovare il coraggio di parlarsi apertamente, cercando di tirare fuori tutto, ma proprio tutto! E da qui capire come ricostruire il proprio rapporto di coppia.

Come più volte ho sottolineato la comunicazione efficace è uno strumento potentissimo, che se usata al meglio ci aiuta in ogni occasione della nostra vita, sia personale che professionale. E questo è vero io lo vedo tutti i gironi, a volte basta cambiare solo alcune parole o il modo di dirle, che già si ottengono risultati meravigliosi. E questo a beneficio di noi stessi e per tutte le persone che ci circondano, la comunicazione migliora davvero i rapporti interpersonali.


Le vostre domande

1. Devo far pagare all'attuale compagno lo scotto dell’ex, come mai mi sento così?

È una reazione frequente, sottende una rabbia “irrisolta” nei confronti dell’ex. Un modo efficace per risolverla sarebbe quello di parlare con l’ex, tirando fuori tutto il male che ha fatto, dicendo ciò che in realtà si pensa di lui. Questo chiarimento è utile per sé stessi, perché aiuta a chiudere in modo definitivo un capitolo. Ma non sempre è bene parlare con l'ex compagno, è possibile scaricare la rabbia anche scrivendo  su un foglio ciò che si vorrebbe dire. Una volta scritta, è importante che lei chieda a se stessa se vale la pena continuare a rimuginare su sentimenti di rabbia o se invece è meglio per lei buttarsi a brutta storia alle spalle. Se lei decide il meglio per se stessa allora deciderà per questa seconda possibilità, le consiglio di accartocciare il foglio, e buttarlo via, e dirigere la sua vita al presente. 

 2. Quando in un rapporto il partner “forte si annoia e il partner “debole” soffre?

 Forse ciò che potrebbe dare una scossa al rapporto è trovare nuovi interessi da fare insieme. Sport, un corso di ballo …. Qualcosa che possa stimolare nella coppia la gioia e l’interesse dello “stare insieme”. A volte la routine può essere la culla di una noia che poi condiziona il comportamento stesso dei partner.

3.  Quando mia moglie non mi concede il sesso?

 Forse manca il desiderio sessuale, forse il rapporto si è costruito nel tempo su un altro piano, forse i problemi di coppia si sono così radicati, che il sesso è passato davvero in ultimo piano, sono tante le cause che possono eliminare il sesso nella coppia. L’unica soluzione è parlarne apertamente e confrontarsi chiedendo il “vero” motivo del rifiuto sessuale. Provi a chiedere a sua moglie cosa le manca. Si metta in ascolto dei suoi bisogni. 

Patrizia Marzola
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Sesso e conflitto di coppia

Consapevolezza del rapporto di coppia

Il mio rapporto di coppia è sbagliato

Oggi parliamo della vita sessuale della coppia dal punto di vista dell’uomo. Si perché le ricerche evidenziano il fatto che anche l’uomo dice No al rapporto sessuale, quindi non è solo la donna a ritrarsi dal talamo nuziale. Perché?

Stress, stanchezza, ed eccessive richieste del proprio ambiente familiare e lavorativo, non sono pesanti solo per la donna, lo sono anche per l’uomo, anche se in misura diversa. Ma anche l’insoddisfazione della vita di coppia può essere un’importante fonte di stress che allontana la coppia dalla piacevolezza del contatto fisico e dunque dall’intimità fisica.

Può essere responsabile di questo problema il diverso ruolo sociale che la donna ha assunto in questi ultimi decenni?

 Le ricerche sociali pensano di sì. Se con questo intendiamo una maggiore emancipazione della donna, forse l’uomo si sente defraudato del suo ruolo di maschio forte. Ma io non credo che sia solo questo, credo semplicemente che all’interno della coppia ci sia una maggior consapevolezza rispetto alla ricerca della soddisfazione dei propri bisogni e desideri, quindi come la donna dice no, anche l’uomo ha questo diritto, credo che siano molte le variabili che intervengano all’interno della coppia, che sono responsabili di una non piena soddisfazione del rapporto. Perciò ritengo che sia riduttivo circoscrivere il problema della coppia all’interno di un significato sociale.

Quali sono i problemi manifestati dalle coppie che decidono di dare il via alla terapia di coppia? E attraverso quale percorso ci arrivano?

Di solito sono dei piccoli campanelli che avvertono la coppia dell’esistenza di uno o più problemi tra loro.

Faccio un esempio: discussioni accese sempre più forti, che impediscono un libero scambio di idee, ognuno rimane fermo sulla sua posizione, e il dialogo avviene solo per accuse l’uno nei confronti dell’altra. Poi questo conflitto si sposta anche nel vissuto della sessualità di coppia, che per l’uomo può rivelarsi, ad esempio, sotto forma di eiaculazione precoce o mancanza di erezione, e nella donna calo del desiderio, quindi la coppia arriva a non cercarsi più fisicamente.

 Come può aiutare la terapia di coppia?

 Innanzi tutto si evidenziano le cause dei loro problemi, è necessario arrivare alla radice del problema, solo così è possibile affrontarlo e dunque risolverlo. L’obiettivo è abbassare l’aggressività e le difese di ciascuno dei due partner, favorendo il dialogo, lo stress si riduce, e solo così la coppia riesce, in modo razionale, a capire a che punto è arrivata. E da qui ripartire.

In questo articolo spiego come la terapia di coppia può aiutare a superare la crisi.

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