Competenze Genitoriali

Le basi della valutazione delle competenze genitoriali

Cosa vuol dire competenza genitoriale

Essere genitori competenze genitoriali

Le ricerche scientifiche nella valutazione della genitorilità

La psicologia clinica, la psicologia giuridica insieme alla psicologia dello sviluppo hanno studiato le modalità attraverso le quali i genitori svolgono e assolvono il loro ruolo genitoriale, favorendo lo sviluppo psicosociale dei figli.

Concetto di parenting

I criteri presenti in letteratura riguardano parametri individuali e relazionali relativi al concetto di parenting (Competenze Genitoriali) riguardano lo studio delle abilità cognitive, emotive e relazionai alla base dei compiti e delle funzioni genitoriali.

Bornstein (1995) classifica il parenting come una competenza articolata su 4 livelli:

  1. Nurturant caregiving: accoglimento e comprensione delle esigenze primarie dei figli (fisiche e alimentari);
  2. Material caregiving: le modalità con cui i genitori preparano, organizzano e strutturano il mondo fisico del bambino;
  3. Social Caregiving include tutti i comportamenti che i genitori attuano per coinvolgere emotivamente i bambini in scambi interpersonali;
  4. Didactic caregiving sono le strategie che i genitori utilizzano per stimolare i figli a comprendere i proprio ambiente.

Funzioni genitoriali

Visentini  (2006)  individua 8 funzioni genitoriali

  1. Protettiva: presenza del genitore con il bambino. Presenza nella stessa casa; presenza che il bambino possa osservare e vedere; presenza che faciliti l’interazione con l’ambiente; presenza che interagisca con il bambino; presenza per la protezione fisica e la sicurezza.
  2. Affettiva: comprensione delle necessità e dello stato d’animo del bambino.
  3. Regolativa genitoriale: iperattivata con risposte intrusive che non danno il tempo al bambino di segnalare i suoi bisogni o stati emotivi; ipoattivata quando vi è scarsità o mancanza di risposte; inappropriata quando i tempi non sono in sincronia con quelli del bambino;
  4. Normativa: capacità del genitore di creare un sistema di regole flessibile che consentano al bambino e all'adolescente di fare esperienza e di creare le premesse per l’autonomia;
  5. Predittiva: capacità del genitore di predire la tappa evolutiva successiva, in modo da poter cambiare modalità relazionale con il crescere del bambino, e adeguarsi alle nuove competente da lui acquisite;
  6. Significante: attribuzione di significato che il genitore dà alle richieste del bambino, in modo tale che anche lui impari a decodificare i suoi bisogni;
  7. Rappresentativa e comunicativa: capacità del genitore di saper comunicare con il bambino, cioè scambi di messaggi chiari e congrui al suo sviluppo;
  8. Triadica: : capacità del genitore di far entrare il bambino nella relazione genitoriale. 

Stili educativi

Parto con il descrivere il modello classico di Diana Baumrind. Un altro modo di considerare le Competenze Genitoriali .
Secondo gli studi da lei condotti i genitori si differenziano per 4 aspetti:

  1. La manifestazione del calore verso i figli
  2. Le strategie per disciplinare i figli
  3. La comunicazione con i figli
  4. Le aspettative rispetto al livello id maturità dei figli

  Da questi aspetti identifica 3 stili genitoriali:

  1. Stile genitoriale autoritario: il genitore stabilisce regole che non possono essere messe in discussione. Un genitore autoritario si mostra come una persona fredda e raramente affettuosa. Applica una rigida disciplina. Raramente sollecitano l’opinione del bambino. Il bambino tende ad essere sgarbato e socialmente incompetente, difficilmente riescono a intrattenere relazioni stabili e affettuose, spesso sono isolati dai compagni per i loro atteggiamenti aggressivi e antisociali, non prendono iniziative, non sono curiosi né spontanei, sono però obbedienti e rispettano l’adulto in quanto hanno paura delle punizioni.
  2. Stile genitoriale permissivo: i genitori hanno poche richieste per i loro figli. Accettanti e non punitivi, non pongono limiti o controlli, sono poco severi. Questi genitori, pur considerati una risorsa per il bambino, non favoriscono però in lui la capacità di autoregolarsi.
  3. Stile genitoriale autorevole: i genitori cercano di guidare le attività e i comportamenti del figlio, incoraggiando la comunicazione, nei confronti dei figli pongono richieste adeguate, motivate e spiegate, come strumento per far migliorare il bambino, non utilizzano le punizioni ma il ragionamento, sostengono le qualità e le potenzialità dei propri figli incoraggiandone le scelte. Non cercano in loro la perfezione ma accettano limiti e difficoltà.

L’accettazione:

una componente universale delle competenze genitoriali

La dimensione comportamentale del calore è il fattore cruciale perché il figlio si possa sentirsi accettato, e l’accettazione è un valore universale.  [ Rohner, khleque e Cournoyer 2005].  Secondo la Parental Acceptance-Rejection Theory di Rohner sottolinea l’importanza di far sperimentare al bambino, si dall’infanzia, sensioni di sicurezza e fiducia, che rappresentano una base sicura cui far rifermento per affrontare le diverse fasi di sviluppo.

Al genitore questo richiede caratteristiche di accessibilità, sensibilità e responsività. Un genitore  accessibile, fisicamente ed emotivamente, potrà essere in grado di percepire e valutare i segnali di pericolo e di disagio, e rispondere a tali bisogni in maniera amorevole, pronta, costante e adeguata. Ciò produrrà nel bambino un sentimento di sicurezza e un migliore adattamento al mondo sociale.

Ma il bambino deve sentire questo calore. Le ricerche hanno dimostrato, come ad esempio i figli di madri depresse, hanno spesso figli problematici, forse in funzione del senso di inefficacia e della chiusura in se stessi che si accompagna alla depressione.

È stato dimostrato che la mancanza di accettazione e il rifiuto dei genitori hanno un impatto diretto sullo sviluppo. La mancanza di calore genitoriale è associata a una bassa autostima, a una bassa competenza sociale e a elevati problemi psicologici e comportamentali [Rohner 2005].

Una recente ricerca [Putnich e al. 2015]  condotta su nove pauesi diversi, compresa l’Italia, ha evidenziato che, al calore percepito nella tarda fanciullezza (8-10 anni) si associano minori condotte aggressive, minori sintomi di ritiro sociale o di depressione, una migliore prestazione scolastica e maggiori comportamenti prosociali  a distanza di tre anni.

Bibliografia

Per approfondire i temi trattati e per capire meglio le basi su cui poggia la valutazione delle competenze genitoriali.

Baumrind D. (1971) “Current patterns of parental authority” Developmental Psychology Monographs, 4, pp. 1-103;

Di Norcia A., Di Giunta L. Essere Genitori efficaci. Ed Il Mulino;

Greco O., Maniglio R. Genitorialità. Ed FrancoAngeli;

Putnik e al. (2015). Perceived mother and father acceptance-rejection predict four unique aspects of child adjustment across nine countries, in “Journal of Child Psychology end Psychiatry”, 56, n 8, pp 923-932;

Rohner R. (1998) “Father love and child developmnt<”,  Current Directions in Psychological Scienze, 7, pp. 157-161;

Patrizia Marzola-psicologa Fidenza-Pet TherapyCome contattarmi

Puoi scrivermi a info@patriziamarzola.it  
Oppure, chiamare ai numeri Studio 0524 202361 Mobile 328 1971882
Ci conosciamo e capiamo insieme se posso aiutarti.
Dott.ssa Patrizia Marzola
Psicologa clinica – Pet Therapy